Cronaca / Sanità

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La direzione: "abbiamo chiesto identificazione"

Clandestina denunciata a Napoli, i vertici dell'ospedale chiariscono


Clandestina denunciata a Napoli, i vertici dell'ospedale chiariscono
02/04/2009, 19:04

Ha fatto scalpore, come era prevedibile, la storia di Kante, la clandestina proveniente dalla Costa d’Avorio che ha partorito a Napoli ed è stata denunciata dai sanitari dell’ospedale, primo caso di una legge non ancora operativa. Strali sono arrivati dal sindaco Iervolino e degli assessori Valeria Valente, Enrica Amaturo e Gioia Rispoli.

La ragazza, residente a Pianura, è in Italia da due anni, da quando un commando di uomini delle “milizie governative” della Costa d’Avorio hanno ucciso suo marito. Al suo arrivo ha chiesto lo status di rifugiato politico che ancora non ha ottenuto. In una intervista a Repubblica, Kante spiega che “il giorno del parto in ospedale mi hanno chiesto i documenti ma non è bastata la fotocopia del passaporto e la richiesta di soggiorno ormai scaduta e così per oltre dieci giorni mi hanno tenuta separata dal mio bambino”.

Soltanto all’undicesimo giorno, quando la questura di Napoli ha confermato la sua identità, la ragazza ha potuto allattare il figlio ed è stata dimessa insieme a lui. I medici del Fatebenefratelli, però, non ci stanno ad essere indicati come esempio di quei medici che scavalcano i diritti del paziente trasformandosi in spie.

La direzione sanitaria ha precisato che da loro non è assolutamente partita nessuna denuncia. “Dopo il parto, - si legge in una nota, - era necessaria una dichiarazione di nascita ma la donna non aveva i documenti validi. Abbiamo quindi chiesto alla polizia l’identificazione, non l’abbiamo denunciata”.

 

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di Nico Falco
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