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Il filippino che vuol essere Superman ad ogni costo

Clark Kent ha un clone: ecco a cosa conduce la passione/ossessione per i supereroi


Clark  Kent ha un clone: ecco a cosa conduce la passione/ossessione per i supereroi
28/10/2011, 17:10

Dall’ormai lontano 1995 Herbert Chavez lavora incessantemente al suo aspetto pur di riproporre l’immagine del suo beniamino. Per coronare il suo sogno, il trentacinquenne filippino è ricorso a numerosi interventi di chirurgia plastica. Sedici lunghi anni in cui Herbert si è sottoposto ad una rinoplastica che “occultasse” la sua origine asiatica, ad un intervento al mento perché ricalcasse la fossetta di superman e fosse più scolpito, alle labbra rimpolpate al silicone perché risultassero carnose come quelle del suo supereroe, ad una liposuzione all’addome perché diventasse piatto, innesti alle cosce perché apparissero più muscolose ed ancora, se il tutto non dovesse ancora bastare, ed ad un numero imprecisato di sedute mirate ad uno schiarimento della pelle. Questa incredibile storia, che sta facendo nel frattempo il giro del mondo, ha condotto i più curiosi a visitare la casa di Chavez, nella città di Calamba City, a sud della capitale Manila: si rimane a bocca aperta per la quantità impressionante di gadget, statue a grandezza naturale, poster, capi di abbigliamento raffiguranti l’eroe dei fumetti. Una casa-museo dedicata a Superman. Si può amare così tanto qualcuno sino al punto da sopprimere irrimediabilmente la propria personalità? Secondo uno psichiatra, intervistato dal giornale Bandila News, che ha fatto conoscere al mondo la sua vicenda, Chavez potrebbe essere affetto da un disordine dismorfico del corpo, che lo porterebbe a essere ossessionato dall’apportare modifiche al proprio corpo. La scelta di Herbert presta naturalmente il fianco a critiche feroci. “Non si tratta di esaltare il proprio mito, ma di una vera e propria patologia, l’ossessione”, questo il giudizio di ha visto sul corpo di Herbert il peso di anestesie, cerotti, lividi e sofferenze che non sono stati peraltro risolutivi se ancora oggi, a distanza di 16 anni, Chavez afferma di non aver ancora appeso i bisturi al muro. Già, perché il filippino confida in un'ennesima operazione che possa consentirgli un giorno di diventare più alto proprio come il suo supereroe. Chissà che qualche sito di potenza cosmica non possa aiutarlo in questo ambizioso intento, ma soprattutto chissà cosa penserebbe di tutto questo Cristopher Reeve…

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di Rosa Vetrone
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