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Tra polemiche e consensi la proposta del sindaco di Pompei

Claudio D'alessio: "Che gli immigrati vengano a me"


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Claudio D'alessio: 'Che gli immigrati vengano a me'
30/03/2011, 17:03

POMPEI - Se i cittadini di Lampedusa, stanchi dei continui sbarchi, minacciano uno sciopero generale  nell’isola che ha raggiunto quota 6000 presenze  nelle ultime settimane,  Pompei si candida ad accogliere nella propria terra un numero di immigrati. Il sindaco della città degli scavi Claudio d’Alessio infatti in una lettera  al prefetto offre la disponibilità ad ospitare  i profughi perché – scrive nella nota- la città di Pompei, anche in ragione delle sue peculiari tradizioni di solidarietà a cui si è ispirato il suo fondatore, il beato Bartolo Longo, intende farsi carico della drammatica situazione offrendo ampia disponibilità ad ospitarne un certo numero ». Pompei ha un forte  legame con Lampedusa dovuto  al «patto di amicizia» che hanno siglato nel 2008 e con questo gesto di apertura intende alleviare l’isola dalla situazione che si trova a vivere a causa dei continui sbarchi di nordafricani, tunisini e negli ultimi giorni libici che scappano dalla situazione incandescente della loro terra. La proposta intanto è al vaglio  dei dirigenti comunali, molti sono stati i consensi ma anche le critiche in particolare  Vincenzo Garofalo, presidente cittadino della Giovane Italia che ha sollevato alcuni punti critici in merito alla decisione presa dal primo cittadino. Oggi sono cominciati i trasferimenti via nave da Lampedusa degli immigrati, che saranno inviati alle strutture di accoglienza scelte per le Regioni designate, la Campania secondo il piano di accoglienza redatto dal ministero dell’Interno dovrebbe ospitarne 4700 in strutture suddivise tra le 5 province della regione.

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di Simona Buonaura
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