Cronaca / Nera

Commenta Stampa

Lo spaccio gestito da due coniugi, 9 ordinanze

Cocaina nel casertano, arrestati 2 impiegati comunali


Cocaina nel casertano, arrestati 2 impiegati comunali
14/06/2010, 18:06

NAPOLI – I carabinieri di Santa Maria Capua Vetere e San Prisco hanno arrestato nove persone, per i reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini, coordinate dalla procura samaritana, hanno evidenziato l’esistenza di una organizzazione che faceva capo a Nicola Feola e Teresa Pasquariello, marito e moglie, e riusciva ad assicurare la distribuzione della cocaina nelle due province. L’abitazione dei due coniugi, entrambi dipendenti del comune di Casagiove, è situata all’interno del rione Iacp di Santa Maria Capua Vetere e rappresentava la base logistica per la custodia, il confezionamento e la vendita della ‘neve’ a numerosi tossicodipendenti della zona.

Delle due ‘menti’ dell’organizzazione criminale, il marito è il caposquadra del servizio che gestisce la nettezza urbana, mentre la moglie è la centralinista della casa comunale. L’operazione antidroga ha portato all’esecuzione di nove provvedimenti di cattura (sette a Santa Maria Capua Vetere e due nei quartieri napoletani di Secondigliano e Soccavo, nella zona del Rione Traiano). Perquisizioni domiciliari, inoltre, sono scattate nei confronti delle persone indagate.

La consegna della droga, hanno accertato i militari dell’Arma, avveniva sia dentro che fuori al casa comunale di Casagiove. Le indagini sono state avviate nel marzo 2009, quando un tossicodipendente della zona fu trovato in possesso di cocaina dai carabinieri della stazione di San Prisco, all’interno del rione Iacp di Santa Maria Capua Vetere.

"Il personaggio principale dell'attivita' di spaccio - spiega il capitano dei carabinieri, Carmine Rosciano - e' risultato essere Nicola Feola, dipendente del Comune di Casagiove con mansioni di caposquadra degli operatori ecologici. Questa mattina poco prima della cattura ha cercato di disfarsi di alcune dosi di droga gettandole dalla finestra". "La cocaina veniva acquistata a Secondigliano - dice il magistrato Capasso - nascosta negli ovetti di plastica per le sorprese e l'indagine e' stata resa possibile grazie e soprattutto alle intercettazioni telefoniche che hanno permesso di individuare i luoghi di scambio della droga".

Le indagini hanno appurato che Feola si avvaleva della collaborazione della moglie e del figlio Marco (attualmente latitante) e del cognato della donna, Salvatore Buono, mentre per indicare le consegne di droga si usavano parole in codice come “pane”, “pizze”, “camerieri” o “nipoti”.

I luoghi di incontro tra gli spacciatori e gli acquirenti erano, infatti, due pizzerie note a Caserta e Santa Maria Capua Vetere (quest'ultima situata proprio nei pressi della compagnia dei carabinieri). Sono sfuggiti alla cattura due persone, una delle quali si troverebbe all'estero. Gli arresti degli otto su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip, sono stati eseguiti a Santa Maria, Bellona, Casagiove, San Nicola la Strada, a Secondigliano e Rione Traiano. La quantita' giornaliera di dosi spacciate si aggirava tra le 30 e le 40 dosi al giorno, fino a raggiungere le oltre 100 durante i fine settimana. Oltre ai provvedimenti restrittivi, e' stato anche eseguito un decreto di sequestro di una Fiat 500, utilizzata da Daniela Iacovone - ora ai domiciliari - per spacciare cocaina sul litorale compreso tra Licola e Varcaturo ed in molti locali del quartiere Vomero di Napoli, per conto di Giovanni Salzano (un altro arrestato) con il quale la donna pare avesse una relazione. Gli altri arrestati sono: Domenico Tunisino, Luigi Marra e Alessandro Sergio.

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©