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Precariato e carenza di personale nel nosocomio ischitano

Codice rosso e coma profondo per il Rizzoli di Ischia

La condizione peggiora giorno dopo giorno

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Codice rosso e coma profondo per il Rizzoli di Ischia
08/07/2011, 10:07

Codice rosso e coma profondo. Questo è il quadro clinico drammatico delle condizioni in cui versa l’unico Ospedale pubblico dell’isola d’Ischia che serve una popolazione residente di circa sessantamila abitanti e di circa trecentomila turisti ogni giorno. Precariato e carenza di personale dovuta al fatto che medici deceduti o che si sono trasferiti a lavorare altrove non vengono sostituiti. Sono questi i motivi del graduale ridimensionamento del Presidio Ospedaliero ischitano la cui condizione peggiora giorno dopo giorno come ci ha spiegato nell’intervista rilasciataci il Dott. Mimmo Lofferdo, Chirurgo precario da anni in forza presso “Rizzoli” e che è diventato una sorta di portavoce degli operatori del nosocomio lacchese.

La carenza di personale medico e paramedico, che sta creando non pochi problemi di organizzazione e di prestazioni sanitarie, si fa maggiormente sentire in questo periodo di inizio luglio con l’Isola invasa dai turisti che per un motivo o l’altro hanno necessità di recarsi in Ospedale. E come se non bastasse, nel momento in cui si registrano i maggiori casi di trasferimento dei pazienti presso i nosocomi della Terraferma, ora l’isola d’Ischia deve fare a meno persino dell’idroambulanza: assurdo!

Naturalmente non possiamo non sottolineare ancora una volta le responsabilità politiche che ci sono dietro la lunga e penosa agonia del “Rizzoli” che sono riconducibili agli amministratori locali di centrodestra e di centrosinistra e alla Giunta regionale guidata da Stefano Caldoro della quale fa parte anche l’Onorevole ischitano Domenico De Siano lo stesso che pur di prendere voti coniò lo slogan “Se conto io conti anche tu” illudendo gli isolani che tra l’altro si sarebbe adoperato per la rinascita del nostro Ospedale e che invece col suo immobilismo politico continua a consentire la lenta morte del nosocomio lacchese. Altro che “Se conto io, conti anche tu”. Evidentemente gli isolani per poter contare nelle istituzioni hanno bisogno di rappresentanti politici disposti a difendere gli interessi di tutta la collettività e non solo quelli della casta imperante. Ma le responsabilità politiche del centrodestra di Caldoro sono le stesse del centrosinistra del suo predecessore Antonio Bassolino che sull’isola d’Ischia annovera come suo massimo rappresentante il Sindaco di Ischia Giuseppe Ferrandino che a livello regionale col suo PD non sta muovendo un dito per evitare la completa paralisi della sanità sull’Isola: che vergogna!

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di Redazione
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