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Coisp contro il film su Vallanzasca. domani volantinaggio fuori ai cinema


Coisp contro il film su Vallanzasca. domani volantinaggio fuori ai cinema
20/01/2011, 14:01

“C’è un cosa che tutti devono fare… tutti gli italiani: chiudere gli occhi e vedere l’immagine di una persona cara, un padre, un marito, un figlio, il migliore amico. Pensarlo in uno dei momenti più dolci, affettuosi ed amorevoli che lui ha saputo regalare, un bacio, una carezza, un abbraccio, quell’indimenticabile pacca sulla spalla, il giorno del matrimonio, o l’esilarante sbronza presa assieme... E poi, subito dopo, vederlo nella maniera più vivida possibile straziato, massacrato, sbrindellato, crollato al suolo in una pozza di sangue, crivellato di colpi, un fiotto rosso che gli fuoriesce dalla bocca come un urlo straziante di dolore, l’ultimo respiro che gli abbandona i polmoni, e lui che se ne va per sempre. Poi la sua testa staccata dal corpo oltraggiato in ogni modo, con la ferocia che solo una bestiale crudeltà può imprimere, e l’assassino che gioca a calcio col cranio martoriato di papà, del nostro amore, del nostro figlioletto, del nostro collega o amico d’infanzia”.
“Ecco. Avete appena vissuto le eroiche gesta di Renato Vallanzasca. Un mostro che qualcuno ha sentito la voglia di celebrare in un film”.
E’ così che Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, spiega la vibrata protesta attuata contro l’uscita nelle sale del film “Vallanzasca e gli angeli del male”, diretto da Michele Placido e interpretato da Kim Rossi Stwuart, che racconta la vita dell’assassino accusato di sette omicidi e condannato a 4 ergastoli e 260 anni di galera. Una protesta che nei giorni scorsi ha portato i poliziotti del Coisp a presidiare con un apposito volantinaggio il cinema di Palermo e Bari dove il lungometraggio è stato proiettato in anteprima, che da lunedì prossimo li porterà fuori dai cinema di tutte le varie città d’Italia, e che, domani, 21 gennaio, li porterà a Montecatini, Bergamo e Milano, luoghi dove quattro colleghi poliziotti sono stati giustiziati da Vallanzasca.
Si trattava dell’Appuntato Bruno Lucchesi, della Polizia Stradale del Distaccamento di Montecatini, ammazzato il 23 ottobre 1976; del V. Brigadiere Giovanni Ripani della Sezione Volanti della Questura di Milano, massacrato il 17 novembre 1976; della Guardia Renato Barborini e del Brigadiere Luigi d’Andrea della Polizia Stradale di Bergamo, trucidati a Dalmine il 6 febbraio 1977.
“Non ne possiamo più - inveisce Maccari - di subire l’indignazione e la mortificazione di vedere in qualche maniera ‘magnificata’ la barbarie di certi criminali, la cui vita viene ‘romanticamente’ descritta come fosse un susseguirsi di affascinanti avventure. Non ne possiamo più di chi lucra facilmente e squallidamente facendo leva sul gusto dell’orrido e sull’equivoco che anche l’eccesso di male sia ‘interessante’. Non ne possiamo più di vergognose trasmissioni, come una andata in onda qualche settimana fa, dove la moglie di Vallanzasca è stata presentata al pubblico come un ospite d’onore, un’eroina. In questi anni di sovvertimento assoluto dei valori e dei principi che da sempre hanno guidato le persone di buon senso, sentiamo il dovere di dire con grande chiarezza come la pensiamo”.
“Non se ne può più del ‘tutto è relativo’ che impera nella nostra società - incalza il leader del Coisp -. Per noi una vittima è una vittima, ed un carnefice è un carnefice, punto e basta. Una vittima va onorata, e la sua memoria va esaltata, un carnefice no!”.
“E’ un ottimo motivo - conclude Maccari - per non andare a vedere questo film, e per far piuttosto capire a produttori e registi cosa vuole veramente il pubblico, che si parli di chi non c’è più, e dell’eroismo di famiglie costrette ad andare avanti con l’incurabile senso di perdita e con il dolore lancinante che la violenza lascia nel corpo e nell’anima di chi la subisce”.

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di redazione
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