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COISP, Maccari a Ferrara per la celebrazione del patrono della Polizia di Stato San Michele Arcangelo


COISP, Maccari a Ferrara per la celebrazione del patrono della Polizia di Stato San Michele Arcangelo
29/09/2011, 12:09

Festeggiamo il nostro Santo protettore - afferma Franco Maccari - in una città particolare dove la morte di un giovane, Federico Aldrovandi, ha ingiustamente allontanato una piccolissima parte di città da tutta Polizia.
L’auspicio - continua Maccari - è di veder riacquistare la fiducia (che tutti i poliziotti meritano) anche da parte di questa piccola fetta di cittadini, incitati ad odiare tutta la Polizia per una vicenda che riguarda qualche poliziotto, le cui responsabilità sono, come per tutti i cittadini, al giudizio della magistratura. L’auspicio è che anche questi arrivino a riacquistare quella lucidità, umiltà e dignità che la stragrande maggioranza della gente dimostra di avere, così come ne ha tantissima la Signora Agostina, che con il COISP ha inviato il seguente scambio di e-mail:
Le scrivo, e non in una condizione di serenità, ma molto emotivamente coinvolta dall’articolo che lei ha scritto alla signora Aldrovandi, mamma di Federico.
Ho seguito la triste vicenda, come moglie di un Ispettore di Polizia, pertanto consapevole di quanto pesante, difficile e irto di pericoli e difficoltà sia ogni intervento…ma, soprattutto, l’ho seguita immedesimandomi nella perdita di quella madre.
Una perdita che anche mio marito ed io, il 15 ottobre del 2003, abbiamo subito. La nostra unica figlia, Alessandra, di appena 15 anni, travolta davanti a casa, da un automobilista troppo veloce, troppo distratto, troppo negligente, per accorgersi di una ragazzina che, incolpevole e prudente, attraversava la strada, come ogni mattina, per andare a scuola.
Le risparmio tutti i particolari della indagine successiva, la quale accertava, senza ombra di dubbio, la totale responsabilità dell’automobilista che viaggiava a velocità elevata e persino a fari spenti.
Il risarcimento dell’assicurazione, un decimo rispetto a quello riconosciuto alla famiglia Aldrovandi, mio marito ed io non l’abbiamo nemmeno sfiorato, ma devoluto interamente alla creazione della Borsa di Studio “Alessandra …” che premia studenti meritevoli del liceo che nostra figlia frequentava, coprendo le tasse universitarie per la durata della laurea triennale.
Questa iniziativa, come pure la rinuncia ai Diritti d’Autore di ogni mio libro, a favore del Fondo assistenza orfani della Polizia di Stato, rappresenta, per mio marito e per me, un modo per rendere non inutile il sacrificio di una giovane vita. Allegra e serena in famiglia e con gli amici, promettente nella scuola, Alessandra era, nella sua normalità, una brava ragazzina.
Mi chiedo, che cosa rende così diverse le cifre dei risarcimenti, come se fosse più meritevole, evidentemente, un ragazzo che, parlandone da vivo, forse non era del tutto incolpevole anche in ciò che gli è accaduto.
Mi piacerebbe molto sapere che i signori Aldrovandi hanno donato tutto il risarcimento in beneficenza, e mi piacerebbe anche sapere che hanno rispetto, per la Polizia, che sicuramente ha pagato, e non solo in danaro, un prezzo molto alto per tutta questa triste vicenda.
Apprendo, invece, che addirittura snobbano e disprezzano un invito, che sicuramente costa molto alla Polizia di Stato, un invito pacificatore.
Condivido il pensiero di quel cittadino ferrarese che così si è espresso
"I coniugi Aldrovandi non vanno alla festa della Polizia di Stato benché invitati ? E chi se ne frega!!!!!”
La morte non deve mai essere strumentalizzata, sia nel caso di Federico Aldrovandi, che onestamente non avrei voluto come amico per mia figlia, sia nel caso di Carlo Giuliani, addirittura celebrato come un eroe…
Talvolta mi chiedo se ci sia giustizia ed equità, o se ci siano morti preferibili ad altre…magari per mano delle Forze dell’Ordine, per mungere lo Stato, arricchirsi e gettare discredito su chi fa un lavoro terribile, non riconosciuto, e che si tenta in ogni modo di sminuire.
Grazie per ciò che scrive sempre, a difesa della Polizia e di chi con immutata devozione la serve.

Agostina D.
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Gentile Sig.ra Agostina
la ringrazio a nome mio personale e di tutto il Coisp per le sue parole.
Mi permetto di chiamarla per nome, perché i sentimenti che ha dimostrato nei nostri confronti e la sensibilità umana di cui è permeata la sua email, sono più che commoventi.
La vicenda Aldrovandi ed il nostro comunicato sull'atteggiamento della madre di Federico sono serviti quanto meno a farci conoscere il suo dramma familiare, ma soprattutto la reazione civile ed umana sua e di suo marito, che io ritengo siano semplicemente ammirevoli.
Nulla può compensare una perdita tanto grave quanto quella di Alessandra, ed io spero e mi auguro che in questo mondo, ed in questa Italia in particolare, comportamenti simili al suo non siano casi isolati. Ritengo che la reazione della sua famiglia debba essere conosciuti da chi dedica la propria vita al servizio dello Stato, da chi può comprendere la sofferenza di una famiglia ed il coraggio sovrumano che serve per mettere al servizio di una comunità un dolore tanto grande, da chi crede ancora alla solidarietà.
In oltre vent'anni di lavoro e di sindacato ho conosciuto moltissimi familiari di Vittime del Dovere e della criminalità, fatti drammatici che hanno coinvolto cittadini in divisa e non. Vicende spesso sconosciute e dimenticate dalle Istituzioni, che le nostre manifestazioni "Per ricordare..." che si tengono annualmente a Mestre (Ve), hanno fatto incontrare, condividendo esperienze e dolori in teatri strapieni di giovani.
Non hanno pari la forza ed il coraggio che ho visto negli occhi di vedove anziane, mogli e mariti di famiglie a cui per sempre è stata privata una parte essenziale che spiegano le proprie storie ed affetti ad una platea che apprende di sacrifici ed eroismi di chi è scomparso e di chi è rimasto a vivere una vita "senza".
Le chiedo quindi di poter utilizzare la sua email per dare conforto e speranza a tutti coloro che, come noi, sono mossi dall'impegno civile e morale di continuare a costruire (e ricostruire) una società in cui i valori positivi esistono e sono ammirati come esempi da seguire.
Con stima ed affetto

Franco Maccari
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Grazie a lei, Franco.
Sono grata di ogni Sua parola e faccia del mio scritto ciò che riterrà giusto.
Non soltanto perché sono "parte in causa" in quanto moglie di un poliziotto devoto suo lavoro, ma per convinzione personale, confermo le parole di stima profonda, di ammirazione e di partecipazione per la Polizia di Stato.
Se sapesse, con quale stretta al cuore, devo rispondere, cercando di mantenere toni civili e imparziali, a chi fa impietose battute, sull'impreparazione della Polizia, "addestrata da Paperino", sugli errori, reali o presunti, nel mantenere l'ordine pubblico, nel fare indagini... Io, che conosco, come tutte le persone accanto, come familiari o amici, alla situazione della Polizia, le difficoltà, le privazione, le incredibili limitazioni(persino nel vestiario! se almeno fosse possibile acquistare i capi della divisa, che invece si devono elemosinare!)...davvero ne sono indignata.
Eppure, ogni giorno, ogni turno, i poliziotti riprendono il lavoro, dando lezione di patriottismo, di rettitudine e di dignità a tutti coloro, politici o cittadini qualsiasi, che si permettono di denigrarli.
Spero che sia possibile per mio marito e per me incontrarla, anche in una delle riunione a Mestre.
La saluto con due ultime cose: la prima, relativa al terribile fatto di Napoli, con l'agente, fuori servizio, ridotto in fin di vita da un extracomunitario che aveva scambiato la Galleria Umberto per una latrina, non un orinatoio soltanto: su FaceBook ho ricevuto degli insulti per averne parlato, con l'indignazione comprensibile.
L'altra cosa che voglio dirle, alla quale tengo maggiormente, è questa.
Se le fa piacere, vorrei regalarne uno dei libri, quello con la storia di Alessandra. Anzi gliene invierò più d'uno, se vorrà regalarli a chi ritiene possa apprezzarli.
Grazie per ciò che fa per la Polizia.
Un cordiale saluto anche da parte di mio marito.
Agostina D.

Sono queste - conclude il Segretario Generale del COISP - le persone che meritano la nostra stima e che ogni giorno ci obbligano a prestare il nostro servizio anche a favore di chi ci odia.

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di Redazione
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