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COISP, solidali con i magistrati


COISP, solidali con i magistrati
20/01/2011, 10:01

“Come può un Paese civile accettare ancora di essere governato da un uomo che aggredisce, offende e tradisce i poteri riconosciuti dalla Costituzione come quello giudiziario e mortifica gli uomini di Stato come quelli che indossano la divisa. Divise macchiate troppo spesso di un sangue versato per difendere l’Italia e che per il premier diventa un vestito di Carnevale”.
E’ dura la reazione di Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, alla notizia che Berlusconi avrebbe chiesto di punire quei pubblici ministeri la cui “colpa grave” sarebbe, secondo l’uomo che li dovrebbe tutelare, quella di voler capire se una persona ha indotto delle donne a prostituirsi o ha fatto sesso con minori, commettendo così un reato .
“Ai magistrati - continua il leader del Sindacato Indipendente di Polizia - attaccati in maniera violenta e scellerata dal premier, va tutta la nostra solidarietà umana e istituzionale. Alla politica e a chi ha un minimo di buon senso e di senso della morale (e non del moralismo), chiediamo di non perdersi nei tecnicismi. Ci sarà tempo per valutare se la procura di Milano ha o non ha la competenza per l’indagine e laddove sia stato commesso un errore ci sarà il giusto modo per verificarlo e porvi il giusto rimedio, ma nell’immediato Silvio Berlusconi deve dare conto di quanto gli è stato contestato, la stessa cosa l’Italia la pretenderebbe da qualunque uomo su cui pendesse l’ignobile sospetto di aver anche solo sfiorato in maniera concupiscente con un dito le nostre figlie, soprattutto se minorenni. A noi non interessa conoscere i “vizietti” del Berlusconi uomo, noi vogliamo che l’uomo messo dagli italiani alla guida del Paese, dimostri di avere lucidità, integrità e rispetto delle regole che facciano di lui un uomo in grado di governare. Nel caso in cui una sola di queste caratteristiche dovesse venir meno allora è compito di tutta la politica destituire questa persona dei suoi poteri per evidente incapacità di esercitarli”.
“Un capo di Governo – conclude Maccari – che minaccia gli altri poteri dello Stato, sovverte pericolosamente le regole democratiche del confronto, seminando il seme di uno scontro sociale latente che potrebbe scoppiare in qualsiasi momento perché nutrito sotto traccia e quindi difficilmente controllabile”.

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di redazione
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