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COISP su sentenza Strasburgo


COISP su sentenza Strasburgo
26/03/2011, 10:03

“Come Operatori delle Forze dell’Ordine non vogliamo speculare sulla morte di una persona, ben sapendo cosa significa perdere un affetto in condizioni tragiche. Le nostre riflessioni sulla sentenza di Strasburgo in merito ai fatti di Genova, in cui perse la vita Carlo Giuliani, non saranno quindi riflessioni strumentali e terranno conto prima di tutto del rispetto dovuto al dolore di un padre e di una madre, ma riteniamo doveroso commentare quanto la corte per la difesa dei diritti umani ha deciso, per ristabilire una verità dei fatti, fatti tragici certo, ma che devono essere giudicato con la dovuta oggettività”.
E’ questo quanto dice Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, all’indomani della decisione della Corte di Strasburgo sui fatti di Genova. “Da quando tutto quanto accadde, il Coisp ha chiesto insistentemente alla politica e alle istituzioni di non strumentalizzare le vicende ragionando sul fatto che le vittime sono state due, Guliani e Placanica, senza contare tutta la scia di odio e le conseguenze che le vicende genovesi hanno lasciato - Non possiamo negare di essere soddisfatti di ciò che la Corte di Strasburgo ha affermato e cioè che Mario Placanica agì per legittima difesa, non siamo felici per come poi sono degenerati i fatti, ma dopo il dolore, dopo la rabbia, dopo le valutazioni dei giudici supportate da motivazioni forti, bisogna fermarsi, bisogna dire stop alle strumentalizzazioni che la politica tenta di fare di episodi del genere e che hanno come unica conseguenza una vera e propria guerra civile” .
“La politica - conclude Maccari- deve smettere di farsi scudo di ragazzi e di persone in genere usandoli per portare in piazza nel modo sbagliato istanze, a volte legittime, ma che non possono essere risolte in contesti extraistituzionali. Bisogna smetterla di seminare l’odio verso nemici identificati. Nessun poliziotto, nessun carabiniere scende in piazza per far male ma se mai per evitare che accada qualcosa di male. E un estintore, scagliato contro qualcuno, non può essere certo considerato un simbolo di pace”.

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di Redazione
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