Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Coisp, sull’operazione della questura di Catanzaro


Coisp, sull’operazione della questura di Catanzaro
31/01/2011, 11:01

“Ancora una volta è il lavoro silente e professionale degli uomini della Polizia di Stato ad assicurare elevati standard di legalità e sicurezza. Un lavoro fatto a costo di grossi sacrifici personali”.

Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, sindacato indipendente di polizia, si complimenta con la Questura di Catanzaro, guidata dal dottor Roca e con tutti gli uomini e le donne, funzionari e agenti, delle sezioni impegnate nell’operazione che questa notte ha fatto si che tre cittadini di origine marocchina, sospettati di essere fiancheggiatori del terrorismo internazionale, fossero assicurati alla giustizia.

“Un’operazione che aggiunge un tassello importante alla lotta che l’Italia sta conducendo contro il terrorismo internazionale – dice Maccari – condotta in sinergia tra più sezioni della Questura e coordinata da una magistratura attenta e pronta, malgrado, proprio all’avvio dell’anno giudiziario, gli stessi magistrati abbiano lamentato le carenze di uomini e mezzi che le Procure sono costrette a soffrire e malgrado qualcuno tenti di arginare il lavoro dei magistrati”.

“Carenze – continua il segretario generale del Coisp – che la magistratura condivide con le forze dell’ordine, come se, in uno sciagurato disegno, ci fosse la precisa volontà di togliere ossigeno ed energia proprio a quei comparti che dovrebbero invece essere trainanti per l’intero Paese, essendo affidato a loro il delicato compito di assicurare la tenuta sociale della Nazione, attraverso il rispetto delle regole e dell’ordine pubblico”.

“Da mesi - conclude Maccari - l’Italia è pericolosamente divisa i due, non per una circostanza geografica, così come vorrebbe un partito di Governo, ma perchè ci sono uomini e donne, anche con altissime responsabilità, che continuano a riempire i giornali con scandaletti rosa o a luci rosse (a seconda di come li si voglia giudicare) e poi c’è una parte di Paese, la maggioranza, di cui fanno parte le poliziotte e i poliziotti che continua ad operare in silenzio, a garantire la sicurezza dei cittadini, a mettere a repentaglio la vita nonostante dal primo gennaio di quest'anno siano a rischio alcuni diritti fondamentali a causa dei mancati impegni del Governo”.

Commenta Stampa
di redazione
Riproduzione riservata ©