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Coldiretti, a rischio 8mila lavoratori dell'agroalimentare


Coldiretti, a rischio 8mila lavoratori dell'agroalimentare
06/06/2012, 10:06

Sono a rischio 8mila posti di lavoro nell'agroalimentare a causa del sisma che ha danneggiato imprese agricole, stalle e strutture di trasformazione agroindustriali ma anche i macchinari per la raccolta e trebbiatura e gli impianti di irrigazione che garantiscono l'acqua a centotrentamila ettari di terreno coltivati a ortofrutta, viticoltura, riso e seminativi colpiti dalla siccita'. E' il presidente della Coldiretti Sergio Marini a lanciare l'allarme. Marini valuta gli effetti del terremoto su un territorio dove si produce quasi il 10 per cento dell'agricoltura nazionale nel corso della visita nelle campagne "terremotate" prima dell'incontro con gli agricoltori danneggiati dal sisma provenienti dalle aree circostanti per definire il bilancio dei danni, le misure di sostegno adottate a livello nazionale e comunitario, le iniziative di solidarieta' attuate e le proposte della Coldiretti per superare l'emergenza e soprattutto per affrontare le crescenti difficolta'. E' a rischio - sottolinea la Coldiretti - l'occupazione dei titolari di imprese agricole che in alcuni casi sono stati costretti a vendere le proprie mucche a causa dei danni provocati alle stalle ma anche il lavoro dei dipendenti impegnati nelle campagne per le attivita' di mungitura e raccolta nei terreni coltivati che rischiano di rimanere a secco, con l'arrivo del grande caldo proprio nel momento in cui c'e' piu' bisogno dell'acqua per l'ingrossamento dei frutti.
Da segnalare anche il fatto che a causa delle ripetute scosse si sono allontanati dalle campagne colpite dal sisma molti lavoratori, italiani ed extracomunitari, impegnati in agricoltura, dalla mungitura quotidiana delle mucche nelle stalle alla raccolta di frutta e ortaggi. Ad anticipare il rientro nei Paesi d'origine, in attesa del miglioramento della situazione, sono stati soprattutto - sottolinea la Coldiretti - i lavoratori extracomunitari come gli indiani dediti alla cura degli animali e i lavoratori dell'est particolarmente presenti nell'attivita' di raccolta di frutta e verdura ma anche nell' assistenza degli anziani nelle case rurali. Per far fronte nell'immediato al problema della manodopera ed evitare la chiusura di stalle ed aziende la Coldiretti ha chiesto tra l'altro la sperimentazione del pagamento attraverso un sistema specifico di voucher per le aree colpite dal terremoto, al fine di evitare la perdita di centinaia di migliaia di tonnellate di frutta e verdura. Ai problemi strutturali con case rurali, fienili, stalle e capannoni danneggiati e a quelli produttivi si aggiungono - sottolinea la Coldiretti - i tentativi di speculazioni sul mercato. Alcuni operatori commerciali hanno deciso l'immediata riduzione del prezzo pagato alla stalla agli allevatori, disdicendo unilateralmente i contratti in essere con la scusa dei maggiori costi determinati dal terremoto.

 

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di Veronica Riefolo
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