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Coldiretti, cibo locale vale il doppio


Coldiretti, cibo locale vale il doppio
16/10/2010, 14:10


NAPOLI - Secondo quanto emerge dalla presentazione dei risultati della prima indagine che studia il contributo del Made in Italy alla ripresa economica, realizzata da Coldiretti-Swg a ottobre 2010 e presentata nel corso del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este di Cernobbio, per quasi un italiano su quattro (23 per cento) il cibo locale dal campo alla tavola vale almeno il doppio, nonostante il momento di crisi economica. Per contribuire a soddisfare le aspettative di consumo che scaturiscono da questa convinzione Coldiretti Napoli ha programmato per domenica 17 ottobre due appuntamenti con il mercato di Campagna Amica. L’appuntamento con la filiera breve dal campo alla tavola e l’acquisto diretto dai produttori agricoli dei prodotti del territorio è a Napoli in Piazza San Vitale a Fuorigrotta e a Portici in Via Leonardo Da Vinci.
Il valore superiore attribuito agli alimenti, realizzato con prodotti coltivati o allevati interamente a livello locale, è eccezionale con due cittadini su tre (65 per cento) che ritengono valga dal 10 per cento in su. La fiducia nel Made in Campania rispetto al prodotto straniero è del 91 per cento per gli alimenti, del 66 per cento per i vestiti, del 55 per cento nei mobili e di percentuali più basse per altri prodotti di consumo. La superiorità del prodotto alimentare del territorio è attribuita al rispetto di leggi più severe, alla bontà e freschezza e alla garanzia di maggiori controlli. L’attenzione all’origine del prodotto è evidenziata dal fatto che - sottolinea la Coldiretti - ben il 97 per cento degli italiani ritiene che dovrebbe essere sempre indicato il luogo di allevamento o coltivazione dei prodotti contenuti negli alimenti. Secondo il presidente di Coldiretti Napoli, Mena Caccioppoli si tratta di un riconoscimento dell’impegno degli imprenditori agricoli nel garantire la leadership qualitativa nella produzione agricola insieme alla possibilità di poter consumare con un buon rapporto prezzo qualità attraverso l’acquisto diretto dai produttori un alimento di identità certa che mette al riparo dal rischio delle crescenti frodi alimentari.
Secondo quanto emerge da un rapporto sulle agromafie Coldiretti/Eurispes circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati, per un valore di 51 miliardi di euro di fatturato, deriva da materie prime importate, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy, in quanto la legislazione lo consente, nonostante in realtà esse possano provenire da qualsiasi punto del pianeta.
In particolare, destinate per il 98,6 per cento del totale alla sola provincia di Salerno, patria delle tipiche passate e conserve, sono state importate in Italia 161.215 tonnellate di pomodori preparati o conservati di cui: il 52,9 per cento proviene dalla Cina;

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di Redazione
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