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Coldiretti. Dal dl sviluppo norme salva olio d’oliva


Coldiretti. Dal dl sviluppo norme salva olio d’oliva
07/08/2012, 13:40

Il Senato ha approvato il limite dei 30 mg/kg di alchil esteri per l'olio extravergine di oliva, una norma che riduce drasticamente il pericolo che vengano spacciate per made in Italy miscele di oli che non hanno origine italiana. La soddisfazione della Coldiretti regionale 

 

“L’approvazione dei provvedimenti contenuti nel Decreto Sviluppo costituiscono una felice anteprima del tanto atteso via libera al ‘decreto salva olio’ e il risultato soddisfacente della battaglia della Coldiretti a tutti i livelli per tutelare gli oli extravergine di oliva contro frodi e sofisticazioni”. E’ il commento del Presidente della Coldiretti Campania, Gennaro Masiello, alla notizia dell’approvazione del Decreto Sviluppo a Palazzo Madama, contente importanti novità per il comparto olivicolo-oleario.

In particolare l’art. 43, comma 1 bis, dispone che, al fine di prevenire frodi nel settore degli oli di oliva e di assicurare la corretta informazione dei consumatori, in fase di controllo gli oli di oliva extravergini che sono etichettati con la dicitura “Italia” o “italiano”, o che comunque evocano un'origine italiana, sono considerati conformi alla categoria dichiarata quando presentano un contenuto in metil esteri degli acidi grassi ed etil esteri degli acidi grassi minore o uguale a 30 mg/Kg, di contro il limite attuale è di 75 mg/kg. Il superamento dei valori, salvo le disposizioni penali vigenti, comporta l'avvio automatico di un piano straordinario di sorveglianza dell'impresa da parte delle autorità nazionali competenti. I metil ed alchil esteri sono composti chimici che si sviluppano nella lavorazione di olive di scarsa qualità o andate a male. La norma approvata riduce drasticamente il pericolo che vengano spacciate per made in Italy miscele di oli che non hanno origine italiana.  Sempre l’articolo 43, al comma 1 ter, rafforza il ruolo del panel test nei procedimenti giurisdizionali. La verifica viene obbligatoriamente disposta e valutata a fini probatori per verificare la corrispondenza delle caratteristiche del prodotto alla categoria di oli di oliva dichiarati.

Nel corso dell’ultimo decennio le importazioni complessive di oli di oliva in Campania sono cresciute più rapidamente delle esportazioni, confermando il sostanziale deterioramento della posizione competitiva della filiera campana sui mercati esteri. Le importazioni complessive di oli di oliva sono state di gran lunga maggiori delle esportazioni. Gli oli stranieri vengono importati principalmente da Spagna, Grecia e Tunisia, acquistati a prezzi più bassi rispetto al prodotto regionale e utilizzati dagli imbottigliatori per l’ottenimento di blend con oli regionali.

“In questo contesto si inserisce e diviene determinante la proposta di legge salva-olio Made in Italy sottoscritta da numerosi parlamentari – continua il Presidente della Coldiretti Campania,  Gennaro Masiello- e che vede come primi firmatarila senatrice Colomba Mongiello(pd) e il senatore Paolo Scarpa Buora (pdl), a dimostrazione di un vasto consenso che ci si augura conduca ad un iter rapido. Una legge che si rende necessaria perché incredibilmente si assiste ad un crollo dei prezzi alla produzione nonostante un forte calo dei raccolti nazionali”. Sotto accusa è la mancanza di trasparenza visto che quattro bottiglie di olio extravergine su cinque in vendita in Italia contengono miscele di diversa origine, per le quali è praticamente illeggibile la provenienza delle olive impiegate. Sulle bottiglie di extravergine ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte “miscele di oli di oliva comunitari”, “miscele di oli di oliva non comunitari” o “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva. Inoltre spesso bottiglie con extravergine ottenuto da olive straniere sono vendute con marchi italiani e riportano con grande evidenza immagini, frasi o nomi che richiamano all’italianità fortemente ingannevoli. I consumatori dovrebbero fare la spesa con la lente di ingrandimento per poter scegliere consapevolmente.

 

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di Redazione
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