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Colpa dell'Europa.


Colpa dell'Europa.
12/07/2010, 20:07

 

E’ COLPA DELL’EUROPA!

di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco


 

Non c’è nulla che non sia colpa dell’Europa per il Governo di centro destra. Come se l’Europa fosse qualcosa di lontano e di diverso da noi. Come se Tremonti e berlusconi non fossero presenti nelle decisioni dell’Unione e non si vantassero che le loro posizioni sono sistematicamente assunte da tutti i Governanti dei 27 paesi membri. Tremonti e Berlusconi, come tutti gli italiani all’estero, sono un po’ cialtroni, si vendono spesso quello che non hanno. Ma, sono convinto che loro si sentono sicuramente più furbi di tuti i loro colleghi Europei. Detto questo, passiamo alla rassegna delle false colpe dell’Europa.

“Le donne devono andare a 65 anni in pensione, ce lo chiede l’Europa!”. La sentenza della corte Europea a cui la Commissione fa riferimento dice che non ci possono essere differenze tra gli uomini e le donne in materia di età pensionistica. Questo non vuole dire che le donne devono andare obbligatoriamente in pensione a 65 anni per l’Europa. La decisione diventa conseguente al fatto che il Governo ha innalzato a 65 anni l’età pensionabile per gli uomini dipendenti di enti pubblici, per cui, applicando le disposizioni europee, le donne devono andare in pensione alla stessa età. Se il Governo avesse scelto di fare andare gli uomini a 63 anni, anche le donne sarebbero andate a quella età. Nessuno spiega però, perché nel settore privato non c’è ancora questa disposizione, per cui le donne che lavorano nel settore privato vanno in pensione prima delle loro colleghe che lavorano nel settore pubblico. Forse perché, ad opera della campagna di brunetta, tutti si sono convinti che nel settore pubblico si lavora di meno e si può andare in pensione più tardi.

L’altra importante responsabilità che viene assegnata all’Europa è quella che riguarda la manovra finanziaria di oltre 25 miliardi di euro che il Governo si appresta a far votare in parlamento con la fiducia. “La manovra ce la impone l’Europa e i saldi non sui possono toccare!” Questa è la frase magica che ogni rappresentante del centro destra dice, senza che nessuno ci abbia mai spiegato perché dobbiamo fare questa manovra e perché deve essere di questa portata. Fino ad Aprile la frase magica, ripetuta fino alla noia era: “L’Italia ha i conti in ordine, risponde meglio di altri paesi alla crisi, perché si è mossa con intelligenza e prontezza!” Finita la campagna elettorale delle Regionali, abbiamo scoperto che la manovra della Finanziaria dell’ scorso anno che tagliava di 9 miliardi la spesa pubblica, che il famoso “scudo fiscale” per il rientro dei capitali depositati all’estero e tutti i provvedimenti assunti per il contenimento della spesa pubblica non erano serviti a nulla. Il debito pubblico italiano cresce in maniera costante e continua e in virtù della crisi economica profonda che attraversa il paese, il rapporto debito -PIL continua ad aumentare, portando l’Italia fuori dal patto di stabilità dell’euro. Per questi motivi, il nostro paese deve attuare una manovra devastante, che sommando i nove miliardi della finanziaria passata, attualmente in vigore, ed i 25 previsti, nel corso del 2010 il ministro tremonti ha dovuto operare una manovra di rientro del nostro bilancio di ben 34 miliardi di euro. Una cifra consistente, una manovra molto onerosa, che si colloca tra le più gravi che il nostro paese ha dovuto subire negli ultimi 20 anni.

Non è colpa dell’Europa se il nostro ministro non riesce a tenere sotto controllo la spesa pubblica, se non riesce a controllare la evasione fiscale, se non riesce a controllare le spese per gli appalti pubblici che lievitano costantemente e che nascondono scandali e malversazioni.

L’ultimo esempio che vogliamo sottoporvi è quello che riguarda i 244 eritrei detenuti nelle carceri libiche, che hanno denunciato gravi torture, mancato rispetto della convenzione ONU su i rifugiati e conseguenti privazioni di diritti essenziali.

Il nostro ministro degli Esteri, Frattini, che Berlusconi non ha portato con se nel suo lungo viaggio di affari in America latina, ha affermato che il nostro paese si è interessato dell’episodio e lo ha risolto insieme alla autorità libiche con le quali l’Italia ha siglato un trattato di collaborazione in merito ai respingimenti in mare. Tra le altre amenità che ha voluto fornire il Ministro, non è mancata la frase: “L’Italia si è mossa con tempestività, ha chiarito l’equivoco con le autorità Libiche, mentre si aspettava una risposta da parte dell’Europa che non è venuta.” Anche in questo caso si fa riferimento alla Commissione Europea a sproposito. Per quanto riguarda i profughi dalle guerre e i rifugiati, il nostro paese è stato gi à richiamato più volte per gli immotivati respingimenti in mare di persone provenienti dall’Africa , perché non sono immigrati clandestini da rimpatriare, ma persone che devono essere aiutate secondo le convenzioni internazionali approvate anche dall’Europa. La Commissione ha messo in mora il nostro paese proprio per la sua legge su i respingimenti e per il mancato aiuto ai richiedenti rifugio politico.

Quando il Governo si trova in difficoltà di fronte all’opinione pubblica e non può sostenere che la colpa è dei comunisti dell’opposizione, allora l’attacco all’Europa diventa necessario. Molti, nel nostro paese condividono con gran parte dei cittadini europei, una insofferenza nei confronti di Bruxelles, senza rendersi conto che quella lontana e spesso, poco comprensibile istituzione è indirizzata da una politica di destra che la sta rendendo impotente nei confronti della crisi economica. La miope politica del Governo della signora MerKele in Germania, il tentativo protezionista di Sarkozy in Francia e la politica economica senza strategia di sviluppo del’Italia, stanno determinando un indirizzo dell’azione unitaria dell’Europa, mediocre e senza prospettive.

D’altra parte, Berlusconi, neutre erano in piazza i cittadini delusi dell’Aquila e 4000 disabili in lotta, era rinchiuso a casa sua con i suoi consiglieri per definire una strategia per far approvare una legge contro la volontà dell’intero paese, quella sulle intercettazioni telefoniche. E’ un brutto momento per l’Italia, avremmo proprio bisogno di un altro Governo, di una seria strategia di uscita dalla crisi, verso un nuovo modello di sviluppo economico e sociale. Siamo costretti, invece a sopportare le incredibili pantomime di personaggi politici squalificati e poco credibili, mentre la polizia comincia a picchiare chi esprime dissenso nelle piazze.

Ma, vedrete, tra poco, qualcuno incomincerà a dire che le manganellate in piazza sono una richiesta dell’Europa!


 

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di Raffaele Pirozzi
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