Cronaca / Nera

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Droga e costruzioni in Spagna, ecco l'affare della cosca

Colpo ai Polverino, tra i 39 arrestati anche 2 candidati Pdl

Maxioperazione anticamorra stanotte in vari centri

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Colpo ai Polverino, tra i 39 arrestati anche 2 candidati Pdl
03/05/2011, 15:05

MARANO (NAPOLI) - Una commistione tra colletti bianchi, manovalanza del crimine assoldata per il traffico di sostanze stupefacenti e clan camorristici di altri quartieri di Napoli per permettere alla cosca di espandersi sino in Spagna, dove da anni si è insediata grazie alle leggi ispaniche che hanno favorito la speculazione edilizia. Droga, armi, ma anche concessioni edilizie ed appalti per un affaire in cui erano coinvolti anche due candidati del Pdl al consiglio comunale di Quarto. È lo scenario tratteggiato dagli inquirenti e che ha permesso di stringere le manette ai polsi a 39 tra capi e fiancheggiatori del clan Polverino, organizzazione criminale che ha preso il posto della famiglia Nuvoletta, a Quarto e a Marano, e che riesce a gestire in maniera tentacolare tutti i traffici illeciti a nord di Napoli. I provvedimenti notificati, emessi su richiesta dei pm Antonello Ardituro, Marco Del Gaudio e Maria Cristina Ribera, hanno raggiunto anche Salvatore Carmelingo, cugino del boss Salvatore Liccardi, e Armando Chiaro, ritenuto un elemento di punta dell'organizzazione e già destinatario negli anni passati di un'ordinanza di custodia cautelare. Entrambi candidati nelle fila del Pdl alla tornata elettorale di Quarto. Chiaro, in particolare, viene dipinto come un colletto bianco della cosca, accusato di essersi intestato beni del clan Polverino facendo da prestanome.
 
Gli arresti sono stati eseguiti dopo una indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli condotta dal 2007 a oggi, anche con la cooperazione dell'UCO (Unidad Central Operativa) della Guardia Civil spagnola.

L'inchiesta ha reso possibile l'identificazione di capi e gregari del clan camorristico Polverino che, a partire dall'hinterland a nord di Napoli, ha il controllo di attività imprenditoriali e commerciali in Italia e in Spagna e gestisce un notevole traffico di stupefacenti dalla Spagna all'Italia per il rifornimento delle piazze di spaccio, in mano a vari clan del capoluogo campano.



LE REAZIONI -''E' chiaro che il Pdl in Campania somiglia sempre di piu' alla Dc di Vito Ciancimino nella Palermo degli anni Settanta. Due candidati arrestati a Quarto nell'ambito della retata al clan Polverino, di cui uno addirittura coordinatore cittadino del partito di Berlusconi, sono la conferma evidente di quanto da tempo andiamo denunciando''. Lo dicono Arturo Scotto e Dino Di Palma, coordinatore e presidente regionale di Sel. ''Esiste una questione morale che si sta ormai trasformando una emergenza democratica. Bisogna impedire che la camorra metta definitivamente le mani su Napoli e altri Comuni della Provincia. Anche per questo domani Francesco Forgione, gia' presidente della Commissione antimafia, sara' a Napoli con Mario Morcone per discutere di questi temi'', concludono.
''Le Forze dell'Ordine e la magistratura ogni giorno assicurano alla giustizia esponenti delle organizzazioni mafiose rendendo piu' sicuro il nostro Paese. Ma a ogni passo avanti dello Stato nella lotta alla criminalita' organizzata ne corrisponde uno indietro da parte di una certa politica. I fatti di Quarto, dove due candidati del Pdl sono stati arrestati perche' esponenti del clan dei Polverino, dimostrano che la legalita' non e' al primo posto nella scala dei valori dei partiti italiani". Lo afferma il vicepresidente di Fli Italo Bocchino. "E' questo uno dei motivi -aggiunge- per cui abbiamo deciso di costituire Futuro e liberta' che ha fatto della legalita' uno dei suoi principi fondanti''.
''Con gli arresti dei candidati del Pdl nel Comune di Quarto, in provincia di Napoli, e' stata scritta un'altra brutta pagina di un certo malcostume politico''. Ad affermarlo e' Nello Formisano (Idv). ''Quanto accaduto - rileva Formisano - e' di una gravita' inaudita. Dopodiche', gli esponenti del centrodestra napoletano si sono subito affrettati a sospendere gli arrestati dal partito, ma cio' non li solleva affatto da una responsabilita' morale prima ancora che politica. Ed in questo quadro, proprio la politica ha un grande compito da svolgere: 'anticipare' la magistratura e mettere nell'angolo personaggi del genere per impedire che diventino, se eletti, amministratori della cosa pubblica. Chi fallisce in questa direzione fallisce in politica e, finora, troppe volte il centrodestra ha fallito'', conclude.
"Gli arresti di oggi dimostrano che le liste di centrodestra in appoggio a Gianni Lettieri sono profondamente inquinate". Lo dice il candidato a sindaco di Idv Luigi De Magistris riferendosi all'ultima operazione anticamorra che ha stroncato il clan Polverino e ha coinvolto anche due candidati del Pdl a Napoli. "Abbiamo gia' avuto - dice De Magistris - i casi Nonno, De Simone, Stolder, un neo nazista di Casa Pound e nessuno ha preso le distanze". Per il candidato del movimento civico Pin Raffaele Di Monda gli arresti di oggi "vanno nella direzione giusta". "Bisogna liberarsi - dice - da un sistema politico che non vuole lasciare questa citta'". Di Monda, De Magistris e Raimondo Pasquino avrebbero dovuto confrontarsi con il candidato del centrodestra Lettieri in un incontro organizzato dai costruttori napoletani, ma l'ex presidente degli industriali, cosi' come il candidato del Pd Mario Morcone, non ha partecipato. "La sua assenza - commenta Pasquino - significa che non vuole confrontarsi con la citta' anche su questi temi".

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di Davide Gambardella
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