Cronaca / Giudiziaria

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Il latitante era irreperibile da 21 mesi

Colpo alla Sacra Corona Unita, arrestato l'ultimo latitante


Colpo alla Sacra Corona Unita, arrestato l'ultimo latitante
12/09/2012, 18:01

BRINDISI - Si spostava in sella a una moto di grossa cilindrata, una Suzuki Gsx 1000, che di notte parcheggiava nel corridoio dell'abitazione di campagna nella quale si nascondeva. Non aveva telefonini cellulari e, secondo gli investigatori, si muoveva da solo, calzando un casco integrale, per mantenere i contatti con l'esterno. Sono questi alcuni particolari sulla cattura del presunto boss di Mesagne (Brindisi) Ronzino De Nitto, 37 anni, affiliato alla Scu e, secondo gli investigatori, attuale “reggente” dell'organizzazione mafiosa nel brindisino per conto di Francesco Campana, capoclan arrestato nell'aprile 2011. Ronzino De Nitto, l'ultimo dei latitanti brindisini, era irreperibile da 21 mesi. Si nascondeva in una masseria al confine tra i Comuni di Francavilla Fontana (Brindisi) e Carosino (Taranto), lì dove stamani all'alba uomini della questura di Brindisi hanno fatto irruzione. De Nitto era destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare per associazione mafiosa emessa nei confronti di 16 persone e notificata nel dicembre del 2010 nell'ambito dell'inchiesta avviata dopo la decisione del boss della Scu, Ercole Penna, di collaborare con la giustizia. La gran parte dei presunti affiliati fu condotta in carcere subito. Francesco Campana, 38 anni, ritenuto a capo di uno dei due clan, si diede alla latitanza fino all'aprile del 2011, quando fu catturato. Seguirono altri arresti che permisero di smantellare le ultime frange della Sacra Corona Unita brindisina. “Sono stati 21 mesi di caccia all'uomo - ha confermato il procuratore aggiunto della Dda di Lecce, Antonio De Donno - ma adesso possiamo ben dire di aver dato una risposta molto forte in termini di sicurezza della collettività. Non ci sono più latitanti da ricercare nel brindisino”. Gli inquirenti ritengono che De Nitto avesse assunto il controllo della zona e che proprio il lungo periodo trascorso fosse servito a consolidare il suo ruolo al vertice della criminalità organizzata locale. Due coniugi francavillesi, che vivevano nella stessa abitazione in cui era stata ricavata una stanza per De Nitto, sono state denunciate a piede libero per favoreggiamento personale.

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di Valerio Esca
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