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Nell’agenda di Oliverio gli affari dell’ordine religioso

Commercialista dei “Camilliani” fa tremare politici e alti prelati

Per l’accusa sarebbe il custode di numerosi segreti

Padre Renato Salvatore, superiore generale dei Camilliani, uno degli arrestati
Padre Renato Salvatore, superiore generale dei Camilliani, uno degli arrestati
07/01/2014, 10:08

ROMA – Un’inchiesta che potrebbe far tremare il mondo politico e non solo. Nell’agenda di Paolo Oliverio , arrestato agli inizi di novembre con l’accusa di aver pilotato nomine e affari dell’ordine religioso dei Camilliani, ci sarebbero nomi di alti prelati, funzionari dell’ intelligence , militari della Guardia di Finanza, imprenditori e noti politici.   Ma  non solo - dice l’accusa - il “riciclatore” dei soldi della ‘ndrangheta e di alcuni esponenti della criminalità romana sarebbe il custode di numerosi segreti, come dimostrano le migliaia di file trovati nei suoi computer e nelle chiavette Usb sequestrate al momento dell’arresto.  L’inchiesta sui Camilliani, fece finire in carcere il superiore generale Renato Salvatore, che  aveva svelato i suoi rapporti con sottufficiali della Finanza. I documenti custoditi nell’archivio di Oliverio svelerebbero però che di ben altro calibro erano i suoi referenti nelle Fiamme Gialle tanto da poter orientare verifiche fiscali su imprenditori e grandi società. Ma anche poter influire sull’attività di ispettori di Equitalia. Per I legami in Vaticano dei  Camilliani,  il professionista,  aveva ottenuto una procura speciale per la gestione degli appalti in Campania, Calabria e Sicilia. Si occupava delle commesse e sarebbe riuscito a trasferire fondi all’estero, in particolare in Romania, attraverso un meccanismo che - accusa il Gico della Guardia di Finanza - prevedeva “l’effettuazione di bonifici giustificati da una causale fittizia, compatibile con il mondo camilliano, in modo che il beneficiario, ottenuta la disponibilità in conto, poteva prelevare il contante accreditato all’estero e ottenere in Italia la consegna contante di pari importo attraverso una sorta di compensazione”. Appunti e documenti contenuti nei suoi computer rivelano che non erano soltanto i vertici dell’ordine religioso i suoi referenti in Vaticano. Le informative allegate all’ordinanza rivelano che avrebbe “risolto” un caso di violenza sessuale che vedeva coinvolto un religioso convincendo la vittima a non presentare denuncia. I documenti acquisiti in seguito proverebbero che pure altre questioni delicate - economiche e personali - sarebbe riuscito a governare così favorendo alcuni alti prelati che avrebbero poi ricambiato questa disponibilità.

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di Rosario Scavetta
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