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La paura della donna. Sotto scorta la figlia

Commerciante Campo dè Fiori minaccia donna ebrea


Commerciante Campo dè Fiori minaccia donna ebrea
14/12/2009, 19:12

ROMA – Che importanza ha al giorno d’oggi la carta d’identità di un cittadino. Non più di quanto l’aveva sessant’anni fa. Cambiano le stagioni, ma certi idealismi di basso livello restano nella mente delle persone. Il diverso, anche se poco diverso, non fa più paura, dà fastidio. Un fastidio di cui non si capiscono i motivi, ma che porta troppo spesso all’uso della violenza. Accade così che, nel cuore della capitale italiana, una comunità ebraica viva giorni di terrore anche a nuovo millennio inoltrato. Campo dè Fiori e il suo mercato respirano aria di paura. Lì vive un nucleo di origine ebraica messo sotto pressione da mesi da un uomo che della storia ha capito ben poco. “Sono sei mesi che vengo minacciata da un uomo – ammette Laura Piperno, residente del posto -  che pretende di cacciarci via. Cacciare me e gli altri commercianti della piazza di origine ebraica”. “Uno dei suoi tirapiedi mi ha sputato mentre andavo al forno”, spiega la donna, “e mi ha gridato 'ebrei di m..., se non ci sono riusciti i tedeschi vi faccio sparire io”.
Lo screzio sarebbe nato per motivi tutt’altro che di natura culturale. L’uomo, A.P., tossicodipendente e con precedenti penali, occupa abusivamente uno spazio nel mercato assegnato alla donna di origine ebraica, ma che lui rinnega attraverso un falso certificato di occupazione di suolo pubblico. L’ingiustizia vince, lì dove non arriva (o non vuole arrivare) la mano dello Stato. “La mia vita è diventata un inferno, abbiamo dovuto togliere il furgone da dove lo tenevamo e ora trasportiamo le merci solo con furgoni a noleggio: lui ci aveva promesso che avrebbe dato fuoco a tutte le nostre cose. In più, continua a minacciare di morte me, mia madre e mia figlia”. La figlia della Piperno, vera vittima di una triste storia, gira ora scortata dal una guardia del corpo per scelta della madre, impaurita dalle minacce. Naturalmente, nei confronti di A.P. sono fioccate le denunce: “Lui però si dice certo del fatto suo e afferma che sa come muoversi con l'amministrazione pubblica e anche con la giustizia”, spiega un residente del posto.
Giustizia che nei quartieri romani da troppo tempo latita. Gruppi neo fascisti che aggrediscono gli extracomunitari e branchi di minorenni che si dilettano a pestare i cinesi sono solo alcune delle paurose vicende che nel solo anno 2009 hanno scandalizzato la cronaca locale. Ora le minacce agli ebrei che il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, prontamente condanna: “Visto quanto successo e visto l'atteggiamento arrogante studieremo tutti i mezzi giuridici per allontanare queste persone da Campo de' Fiori perché probabilmente non hanno il diritto di rimanerci ma sicuramente non hanno la dignità culturale e sociale di stare in una realtà centrale di Roma”.
Parole sante. Peccato sia servita ancora una volta una denuncia a far riaprire gli occhi alla giustizia. Così si finisce per offrire la cura ad una malattia che, invece, bisognerebbe prevenire.

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di Salvatore Formisano
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