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L'uomo aveva debiti per 20.000 euro

Commerciante suicida a Bologna, aveva pendenze con Equitalia

Ieri pomeriggio ha deciso di impiccarsi

Commerciante suicida a Bologna, aveva pendenze con Equitalia
08/05/2012, 07:05

BOLOGNA - Un commerciante bolognese di 48 anni, ieri pomeriggio intorno alle 18, si è impiccato nel retrobottega della rivendita di ricambi per casalinghi di cui era co-titolare in via Duse, in zona San Donato, a Bologna. Anch'egli, come la maggioranza di coloro che negli ultimi tempi hanno deciso di farla finita, deve aver compiuto questo gesto estremo credendo che si trattasse dell'unica via per fuggire dai debiti e dall'impossibilità di saldarli.

Secondo quanto si è appreso, l'uomo aveva pendenze economiche con Equitalia: i debiti accumulati con il Fisco si aggirerebbero attorno ai 20 mila euro. Questo, infatti, è l'importo della cartella esattoriale ricevuta negli ultimi tempi dal 48enne, che ieri mattina aveva anche parlato dei sui debiti nel corso di un litigio condominiale, durante il quale era dovuta intervenire la Polizia. All'origine del diverbio con gli altri condomini c'era il fatto che l'uomo, a causa dell'arrivo della cartella esattoriale di Equitalia da 20.000 euro, non era riuscito a pagare alcune rate delle spese comuni per il palazzo.

Il suicida ha lasciato alla sua famiglia un biglietto di scuse, in cui, però, non indica con precisione i motivi che l'hanno spinto a togliersi la vita. "In questo momento non è possibilie formulare alcuna ipotesi sui motivi del gesto" ha dichiarato il Procuratore aggiunto Valter Giovannini, portavoce della Procura. Tuttavia, per la sorella del commerciante la situazione è, invece, molto chiara. Suo fratello si sarebbe suicidato a causa dei debiti con Equitalia.

Proprio a Bologna, soltanto pochi giorni fa, avevano sfilato le "vedove bianche", capeggiate da Tiziana Marrone, moglie di Giuseppe Campaniello, l'artigiano che lo scorso 28 marzo, spinto da alcune pendenze con il fisco, si era dato fuoco in segno di protesta a Bologna, davanti alla Commissione tributaria, e che era morto dopo nove giorni di agonia. "E' ora che lo Stato faccia un mea culpa e che trovi un rimedio. Il lavoratore deve sentirsi protetto. Altrimenti cosa dobbiamo fare, impiccarci e darci fuoco tutti?" ha commentato a caldo Tiziana Marrone.

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di Vanessa Ioannou
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