Cronaca / Sangue

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Raccapricciante omicidio nel comasco.

Como: in preda al fallimento, decapita il suo socio


Como: in preda al fallimento, decapita il suo socio
02/02/2010, 22:02

COMO – E’ bastata l’incombenza dei debiti a trasformare un uomo in omicida. A Como un uomo ha ucciso e decapitato il suo socio in affari. Forse la paura di finire sul lastrico, o lo spettro di un fallimento aziendale alle porte. Ma è bastato per perdere la testa e ammazzare Giacomo Brambilla, 43enne, suo socio in affari esterni all'attivita' commerciale. Dopo aver compiuto l’omicidio, l’uomo, Alberto Arrighi di 43 anni, titolare di una armeria a Como, ha caricato il cadavere in auto portandolo fino Crevoladossola (Domodossola) lungo la statale del Sempione, a circa 180 chilometri da Como. Prima ha fatto tappa dal suocero che gestisce una pizzeria a Senna Comasco dove ha tagliato la testa al socio, gestore di alcuni impianti di carburante della Shell nel Comasco ma anche a Cassano Magnago (Varese). Messa la testa nel forno della pizzeria, ha ricaricato il corpo in auto ha viaggiato tutta notte fino ad un paesino piemontese che ben conosce perche' spesso ci andava in gita e lì ha abbandonato il cadavere accanto al greto di un fiume per tornare in riva al Lario giusto in tempo per aprire l'attività commerciale come nulla fosse accaduto. Qualche ora dopo e' arrivata la Polizia. Questa la sequenza da film horror del delitto avvenuto nella tarda serata di ieri nel retro del negozio di armi e articoli per cacciatori 'Arrighi' di via Garibaldi, in centro Como. A macchiarsi del sangue del benzinaio Alberto Arrighi, 40enne titolare del negozio. L'armiere, ora accusato di omicidio volontario aggravato dalla menomazione del cadavere, ha confessato davanti al Sostituto procuratore Antonio Nalesso e al Procuratore capo Alessandro Maria Lodolini, di aver praticamente perso la testa. La vittima gli doveva del denaro, pare 200mila euro, che per lui era linfa vitale: sembra che fosse pronto a vendere il negozio alla vittima ma evidentemente qualcosa li ha fatti litigare.

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di Salvatore Formisano
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