Cronaca / Giudiziaria

Commenta Stampa

Compravendita parlamentari, Berlusconi a processo -video


.

Compravendita parlamentari, Berlusconi a processo -video
23/10/2013, 18:24

Rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi e Valter Lavitola, patteggiamento per Sergio De Gregorio: si chiude così l'udienza preliminare sulla presunta compravendita dei parlamentari nata dalle dichiarazioni auto-accusatorie dello stesso De Gregorio. Il processo inizierà l'11 febbraio prossimo, e si terrà davanti alla IV sezione penale del Tribunale di Napoli. In quell'occasione,la Procura potrà chiamare a testimoniare quanti, in questi mesi, sono stati ascoltati come persone informate sui fatti: da Romano Prodi ad Antonio Di Pietro ad Anna Finocchiaro. De Gregorio, assistito dall'avvocato Carlo Fabbozzo, aveva chiesto di patteggiare venti mesi di carcere, proposta a cui la stessa Procura aveva dato parere positivo. Il gup, accogliendo l'istanza, ha così definito la prima posizione del terzetto di imputati che, dal gennaio di quest'anno, è diventato protagonista di un vero e proprio rompicapo giudiziario. Un parlamentare, infatti, non ha vincolo di mandato, ma perla Procurail passaggio di De Gregorio da Italia dei Valori al gruppo misto - simpatizzante di centrodestra - può essere configurato come un vero e proprio atto corrutivo, finalizzato a far cadere il Governo di Romano Prodi. Su questo punto, da febbraio si scontreranno accusa e difesa- Il Governo del Professore, comunque, davvero cadde in quel periodo anche se un contributo fondamentale fu offerto dalla inchiesta-choc che portò all'arresto della moglie dell'allora guardasigilli Clemente Mastella da parte della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Secondo la ricostruzione accusatoria, che si basa appunto sull'autodenuncia di De Gregorio, Berlusconi avrebbe pagato ben tre milioni di euro il passaggio dell'ex senatore dipietrista in Forza Italia e nel Pdl poi. Due milioni in nero e uno regolarmente dichiarato alla presidenza della Camera. Soldi consegnati a De Gregorio da Valter Lavitola in valigette e tramite bonifici bancari. Oggi, in aula, Lavitola ha detto che quei soldi consegnati all'ex socio (entrambi sono anche indagati nell'inchiesta sulla presunta truffa al Dipartimento dell'Editoria di Palazzo Chigi per i fondi al quotidiano L'Avanti!) erano in realtà la restituzione di un prestito. Una ipotesi che non ha affatto convinto il gup. Che ha deciso di affidare il caso al tribunale di prime cure. A febbraio se ne saprà di più. 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©