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Per il sindacato si tratta di una "vendetta"

Comunale di Bologna: tre indagati per interruzione di servizio


Comunale di Bologna: tre indagati per interruzione di servizio
26/07/2010, 21:07

BOLOGNA – Sono tre gli indagati. Si tratta di persone che protestarono contro il decreto legge sulle fondazioni liriche (firmato il 30 aprile dal presidente Napolitano) attraverso picchetti, occupazioni degli uffici della sovrintendenza, manifesti e forse anche parole forti.
Nella fattispecie sono due dipendenti e un addetto in pensione del Teatro Comunale di Bologna. Loro hanno ricevuto un avviso di garanzia con l'ipotesi di accusa di interruzione di pubblico servizio e oltraggio a pubblico ufficiale.
Il fascicolo, affidato alla pm Morena Plazzi, e' stato aperto dopo la denuncia fatta dal sovrintendente Marco Tutino, che e' anche presidente dell'Anfols, associazione nazionale delle fondazioni liriche.
Un contributo all'identificazione dei presunti responsabili pare sia arrivato dallo stesso Tutino che aveva scattato alcune foto delle proteste.
''Me l'aveva chiesto la Digos'', ha detto. Gli indagati sono tutti iscritti alla Fials-Cisal e sono una violoncellista (senza incarichi nel sindacato); Giulio Ciofini, dipendente e segretario aziendale Fials; Alfredo Covili, ex dipendente e vicesegretario provinciale.
Agli agenti il sovrintendente ha riferito di veri e propri picchetti organizzati ogni giorno da dipendenti e rappresentanti sindacali negli uffici della sovrintendenza, dalla fine di aprile fino a qualche settimana fa.
Aggiungendo che non sono mancati momenti di tensione. ''Ci sono stati insulti a me, al ministro Bondi, ad alcuni membri del Cda - ha specificato -, affissione di manifesti con insulti e intimidazioni al personale che spesso si e' sentito minacciato, ostacolato nello svolgimento del proprio lavoro, costretto a volte a passare nei corridoi in mezzo a tante persone che protestavano o che parlavano o ascoltavano mentre loro erano al lavoro''.
Una forma di 'stalking', l'ha definita Tutino, che in attesa degli accertamenti della Procura, ha commentato: ''Credo sia una garanzia per tutti se la magistratura ha deciso di vederci chiaro. Certo, sarebbe stato meglio se quegli episodi non ci fossero stati, ora sarei piu' contento, ma stiamo a vedere''.
Ad aprile c'era stata un'altra denuncia per occupazione abusiva contro ignoti, ma era finita nel nulla. Per niente sorpreso dalla querela, Enrico Baldotto, segretario provinciale della Fials-Cisal, afferma che questa ''dimostra la volonta' di Tutino di colpire i dipendenti in modo da lasciare un segno e che il sovrintendente meditava da tempo una vendetta''.

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di Elisabetta Froncillo
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