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Comunicato su volantinaggio al Viminale


Comunicato su volantinaggio al Viminale
01/04/2011, 18:04

“Trent’anni di sindacalizzazione, trent’anni di democrazia e di libero confronto. Questo significa per la Polizia di Stato la data del primo aprile ed è per riaffermare questi principi, che qualcuno maldestramente cerca di cancellare soffocando il confronto, che siamo stati davanti al Viminale con il nostro volantinaggio. Come al solito abbiamo colpito nel segno, come al solito non eravamo lì a dire la nostra e farci ascoltare”.
Con queste parole Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, tira le somme dell’iniziativa che ha avuto luogo dalle 9.00 del mattino fino alle 14.00, davanti alla sede del Ministero dell’Interno dove i rappresentanti del Sindacato Indipendente sono stati impegnati in un volantinaggio per “celebrare” i trent’anni trascorsi dalla Legge 121 del 1981, che ha introdotto il ‘Nuovo ordinamento dell’Amministrazione della pubblica sicurezza’.
“Quella legge - afferma il leader del Coisp - ha aperto le porte alla sindacalizzazione ma, soprattutto, ha smilitarizzato la Polizia di Stato. Un passo fondamentale per la vera realizzazione dei diritti dei Poliziotti, perché sindacalizzazione e smilitarizzazione significano libertà. Libertà dagli schemi che intrappolano le menti, libertà dai partiti politici, libertà da ogni padrone di sorta. Libertà di lavorare apertamente contro le storture che vorrebbero i colleghi succubi degli interessi particolaristici di chi di
volta in volta siede sulle poltrone del potere”.
“Un potere che - prosegue Maccari - manca di rispetto ai professionisti delle Forze dell’Ordine pensando di giocare con bambini. Un potere malato che non ascolta, che non programma e che nella fattispecie senza rispetto, con bugie ci mettono ‘generosamente’ i soldi in un tasca prendendoceli ‘con destrezza’ dall’altra, che ci toglie mezzi e risorse riducendoci allo stremo per poi celebrare pubblicamente i nostri successi, che prende accordi dopo aver ragionevolmente ascoltato le nostre ragioni per poi fregarsene degli impegni assunti, che calpesta ogni giorno le necessità e le aspettative dei suoi Servitori più fedeli, che vorrebbe i Poliziotti servi della politica invece che garanti della giustizia e della legalità. Questi sono, oggi, i rappresentanti della nostra Democrazia… Quelli che con un colpo di spugna vorrebbero cancellare i passi avanti faticosamente fatti in trent’anni da chi
ci ha preceduto… Quelli che ci costringono un giorno sì e l’altro pure, come è accaduto oggi – conclude Maccari – a scendere in strada a raccontare a tutti il loro fallimento, a smascherarli davanti ai cittadini, a ricordargli che noi non arretreremo”.

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di Redazione
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