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La velocità della nave e il mancato rapporto dell’incidente

Concordia: altre due accuse sul capo di Schettino


Concordia: altre due accuse sul capo di Schettino
24/02/2012, 11:02

GROSSETO – Due nuove accuse pendono sul capo del comandante Schettino. La prima è quella di aver fatto rallentare la nave Costa Concordia per terminare con calma la propria cena, per farla ripartire poi a grande velocità verso l’isola del Giglio, in modo tale da non accumulare ritardo. Il comandante, quindi, si sarebbe avvicinato all’isola a una velocità di circa 16 nodi, nonostante la vicinanza degli ostacoli e il fondale basso: così, gli viene imputato, non si poteva agire in modo efficiente per bloccare la nave entro una distanza adatta a evitare gli scogli.
La seconda accusa, invece, è quella di non aver fatto immediatamente rapporto alla Direzione marittima di Livorno: aveva il dovere di dire subito che c’era stato un grave incidente davanti all’isola del Giglio. Si tratta di un fatto già emerso dalle testimonianze, ma ora qualificato da un’ipotesi di reato nuova che si aggiunge alle accuse di omicidio plurimo colposo, naufragio, abbandono di persone incapaci e abbandono di nave. Non aver fatto subito quel rapporto, spiegano infatti i pm, ritardò le procedure di emergenza e soccorso da terra verso la Concordia.
Passano i giorni e mentre continuano le operazioni di ritrovamento dei corpi ancora dispersi e di svuotamento dei serbatoi della nave, peggiora la posizione del comandante. L’accusa di naufragio e omicidio colposo, inoltre, viene contestata anche agli ufficiali in plancia Salvatore Ursino, Silvia Coronica e Ciro Ambrosio, tutti indagati. Anche il comandante in seconda, Roberto Bosio, è finito nel mirino: lo indagano solo per omicidio plurimo colposo, e non per naufragio visto che era in cabina quando la nave ha urtato gli scogli.

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di Antonio Formisano
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