Cronaca / Giudiziaria

Commenta Stampa

“Abbiamo il terrore di poter salire su una nave”

Concordia: chef, maitre e macchinista risarcimento di 3 mln


Concordia: chef, maitre e macchinista risarcimento di 3 mln
25/10/2012, 15:52

BARI – Sono tre i membri dell'equipaggio della Costa Concordia, la nave da crociera che naufragò lo scorso 13 gennaio all'isola del giglio, che hanno citato in giudizio la società Costa, reclamando un risarcimento danni per oltre 3 milioni di euro.

A farne richiesta gli avvocati del foro di Bari Davide Romano e Claudio D'Amato, legali del maitre  Carmelo Onorini, dello chef Leonardo Colombo ed del tecnico di macchina, Raffaele Monteleone.

I legali hanno confermato che i loro assistiti hanno accettato la somma di circa 10mila euro pagata a tutti i dipendenti scampati al naufragio con l’obbligo “di poter lavorare nella società Costa per il futuro esclusivamente nel caso di firma dell'accordo, ovvero approfittando di chi avesse necessità di far fronte alle prime incombenze con quelle irrisorie cifre di risarcimento”.

L’incubo di rivivere quella notte è tale da rifiutare ogni possibilità di tornare su di una nave, come afferma Carmelo Onorini: “Abbiamo navigato per oltre 40 anni, ma ormai abbiamo il terrore di poter salire su una nave. Quello che abbiamo provato è inspiegabile. Certe notti sogno una nave che si rovescia, lasciandomi all'interno di essa, che lentamente affonda, portandomi con sé”.

I legali si domandano se “tra le cause del naufragio possano esserci ragioni strumentali: perché la Capitaneria di Porto di Livorno non ha visto la Concordia andare contro gli scogli e non l'ha fermata? Perché in quell'area dell'Isola del Giglio si sono verificati tanti incidenti, quasi inspiegabili, tutti con cambio di rotta rispetto a quella prevista, del volo e della navigazione, senza che i rilevatori elettronici provvedessero a segnalare gli ostacoli?”. E concludono dicendo che “Soltanto un accertamento tecnico in quell'area sarà necessario per appurare l'esatto funzionamento degli strumenti di bordo e di Capitaneria. Solo questo potrà evitare per il futuro concause scatenanti eventi infausti come l'affondamento della Costa Concordia”.

Commenta Stampa
di Rosa Alvino
Riproduzione riservata ©