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La conversazione con la Capitaneria di porto di Roma

Concordia, ecco le nuove telefonate di Schettino


Concordia, ecco le nuove telefonate di Schettino
11/05/2012, 16:05

ISOLA DEL GIGLIO – Continua l’inchiesta sul disastro della Concordia, naufragata lo scorso 13gennaio al largo dell’isola del Giglio. Nuove telefonate tra il comandante della nave da crociera Francesco Schettino e la Capitaneria di porto, sono state diffuse. Nuovi particolari su quella notte, dunque, pian piano emergono.
"Eravamo al Giglio, ho sentito un colpo improvviso: bum". E’ Schettino a riferire quanto stava accadendo a Comando generale della Capitaneria di porto di Roma, nella notte del naufragio. La chiamata precede la conversazione con il capitano De Falco.
Il racconto di Schettino è minuzioso: “Eravamo a 0.18, 0.2 dal Giglio. Ci stava acqua. Improvvisamente ho sentito un colpo. Adesso ho fatto scaricare il VDR, ho detto al comandante in seconda di fare il download del Vdr, adesso vediamo le cause. Io sono stato sul ponte”.
Poi la spiegazione di cosa accaduto dopo l’impatto con lo scoglio: “Le lance stanno tutte sul lato sinistro. Ho fatto venire i passeggeri dal lato sinistro, sul lato di dritto della nave praticamente. E’ successo che di colpo la nave si è inclinata, i vetri si sono rotti perché ho sentito lo scoppio e praticamente aprendo i cancelletti di imbarco, quelli del ponte 3 che stavano ormai a fior d’acqua, abbiamo mandato a terra le lance facendo servizio tenda e spola, fra la terra e la nave”.
Schettino, tra l’altro, cerca anche spiegare l’andamento dei soccorsi: “Un ufficiale mi ha detto che c’erano altre 200 persone, hanno fatto una corda umana perché la nave sbandava sempre. Li abbiamo fatti venire sul lato dritto della nave. Io nel frattempo mi sono trovato con la nave praticamente addosso, perché la nave è alta 50 metri, allora mi sono trovato col ponte lance praticamente immerso di acqua e con i lanci delle gru che si stavano praticamente schiacciando e non riuscivano a uscire”

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di Rossella Marino
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