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Al lavoro i periti del Gip di Grosseto

Concordia, la scatola nera smise di funzionare alle 23:36

Il ministro Gnudi: "La nave resterà lì per un anno"

Concordia, la scatola nera smise di funzionare alle 23:36
05/04/2012, 14:04

La scatola nera della nave Costa Concordia ha smesso di funzionare alle 23.36 del 13 gennaio, circa due ore dopo l'impatto contro gli scogli dell'Isola del Giglio. Il guasto è in linea con l'autonomia energetica di cui l'apparato è dotato in caso di black out elettrico, fanno sapere i periti del Gip di Grosseto. È quanto emerge dall'esame del Voyage data recorder (Vdr) della Costa Concordia. Secondo quanto appreso, da quest'ora in poi non furono più registrate le condizioni della nave. Alle 23.36 era ancora in corso l'evacuazione dei passeggeri. I tecnici sono al lavoro da quando, nella tarda serata di ieri, si è conclusa nello stabilimento Oto Melara di La Spezia l'operazione per avere le copie forensi svolta con l'ausilio del Gruppo antifrodi telematiche (Gat) della Guardia di Finanza per lo scarico e la decrittazione dei dati con il supporto dei tecnici informatici della società tedesca titolare del software. E’ da questo momento che i periti hanno iniziato ad esaminare le stringhe informatiche da cui devono emergere dati sulla rotta, sulla navigazione, sui motori, sulle comunicazioni via radio e quelle interne alla nave, sull'allarme, sulla gestione degli apparati di sicurezza ed emergenza. La capienza totale della memoria digitale del Vdr è di 80 Gigabyte, ma l'utilizzo non è stato completamente saturato e solo una parte minore sarà quella di interesse per i periti rispetto ai quesiti che il gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, ha posto. Intanto il ministro del Turismo, Piero Gnudi ha fatto sapere che la carcassa della nave verrà rimossa tra un anno spiegando che è in corso la gara per assegnare i lavori. “Si calcola che tra un anno ci sarà la rimozione – ha spiegato il ministro - è un processo più lungo di quanto si immaginava, si è cercata la strada più sicura dal punto di vista ecologico. L'obiettivo è rimuovere la nave così come è, senza spezzarla”. “Il Giglio - ha aggiunto Gnudi - non avrà cali di presenze. È un'isola bellissima e i suoi abitanti sono stati bravissimi, hanno fatto cose straordinarie quando si è verificato l'incidente». Gnudi ha ammesso che c'era stato un calo di prenotazioni prima dell'estrazione del carburante ma ora “il relitto non intralcia il turismo”.

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di Veronica Riefolo
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