Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Al Gip: Costa sapeva tutto, volevo intervento di elicotteri

Concordia/Schettino: l’inchino l’ho fatto, l’ha chiesto Tievoli


Concordia/Schettino: l’inchino l’ho fatto, l’ha chiesto Tievoli
21/01/2012, 14:01

GROSSETO - Continui sviluppi ed aggiornamenti si susseguono freneticamente di ora in ora, in merito alla vicenda del colosso del mare, la nave da crociera Costa Concordia, dopo il grave incidente  davanti all’isola del Giglio;  l’impatto su alcuni scogli  ha provocato nello scafo  una falla  di circa 70 metri.  
Parla l’indagato principale della vicenda, il comandante Francesco Schettino (nella foto) , che avrebbe comunicato con la Compagnia Costa subito dopo l’incidente: "C'é stato un contatto con il fondale. Ho fatto un guaio". Queste le parole dell’ufficiale dopo la sconsiderata manovra di avvicinamento all’Isola del Giglio  per effettuare il tradizionale “inchino”.
Lo stesso  Schettino ha  riferito durante l’interrogatorio davanti al gip che in una serie di telefonate con sala operativa della Costa Crociere,  avrebbe formulato al responsabile dell'unità di crisi della compagnia  due precise richieste: un  rimorchiatore e  addirittura  l'intervento di elicotteri per le operazioni di soccorso.  
A confermare la versione d Schettino ci pensa il suo difensore l’avv. Bruno Leporatti:  ''Il comandante Schettino ha avvertito subito la compagnia Costa del problema alla nave Costa Concordia'' .  ''Avviso' subito la Costa come era suo dovere fare''. 
Nell’interrogatorio di garanzia Schettino dà la sua versione dei fatti accaduti quella sera, si apprende da il “Giornale.it”: “A sei miglia dal Giglio sapevo di dover mettere il manuale. Così è stato. Venti minuti prima mi hanno chiamato e ho inserito il manuale. L’inchino sì, l’ho fatto, perché me l’ha chiesto Tievoli. La settimana prima però mi ero rifiutato perché il mare era in tempesta” .
Al momento del  crash: “Il radar batteva lo scoglio a una distanza di sicurezza. Quando ho visto la spuma, ho capito che c’era uno scoglio affiorante o subito sotto il pelo dell’acqua. Allora ho ordinato l’accostata a dritta”. Troppo tardi. Complice, a quanto pare, anche la velocità eccessiva. E aggiunge: «Se fossi andato dritto lo scoglio non l’avrei preso”.  
AGGIRNAMENTO ORE 11:11
Recuperato   il video custodito  nell'hard disk collegato  alla telecamera della plancia comando della nave,  servirà a svelare cos'è realamente accaduto in quei frenetici  momenti a bordo della Concordia.
LE RICERCHE – Intanto sono riprese nelle prime ore di stamane  le ricerche dei dispersi. I palombari del Gos della Marina Militare hanno cominciato a lavorare dopo le 6 di mattina, riuscendo in circa due ore ad aprirsi un varco sul ponte 5 del relitto di Costa Concordia. Per penetrare tra le lamiere della nave hanno fatto saltare due cariche. Operata una prima ricognizione, i varchi sono adesso pronti per consentire la perlustrazione dei locali dove, secondo alcune testimonianze, si trovavano molti dei passeggeri della Concordia al momento dell'evacuazione.

Commenta Stampa
di Rosario Scavetta
Riproduzione riservata ©

Correlati