Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

la Lav mostra soddisfazione per la decisione del Tribunale

Condannato a 6mila euro per aver maltrattato il cane


Condannato a 6mila euro per aver maltrattato il cane
15/12/2009, 21:12

ROMA - I maltrattamenti sugli animali sono vietati dalla legge. I padroni di cani, gatti o qualsiasi altra specie animale sono passibili di una denuncia penale e una multa salatissima.
In un comunicato della Lav la lega anti vivisezioni si apprende che il Tribunale di Roma ha condannato un uomo di 44 anni, a pagare 6mila euro di multa per aver picchiato brutalmente il suo cane. I fatti risalgono al 25 novembre 2005. Verso le 22, nel centro di Roma diversi passanti videro l'uomo picchiare un cane prendendolo a calci e pugni, sbattendolo contro il muro e colpendolo ripetutamente con uno spesso guinzaglio.
Le persone presenti tentarono di fermare l'aggressione e chiamarono le forze dell'ordine, ma prima dell'arrivo della polizia l'uomo riuscì ad allontanarsi, minacciando i presenti e trascinando a forza il cane tenuto a guinzaglio. Tra i testimoni c'era Ilaria Zagaria, responsabile del settore adozioni dell' Associazione volontari canile di Porta Portese, che nei giorni successivi riconobbe nella foto e nella descrizione di una scheda di riconoscimento, il cane maltrattato: un meticcio di colore nero con una macchia bianca sul petto, entrato al canile alcune settimane prima e riconsegnato al detentore.
Grazie a questo riconoscimento si è risaliti al responsabile. "Finalmente, dopo le tante battaglie condotte negli anni dalla Lav e dalle altre associazioni animaliste, si condannano gli autori di maltrattamenti verso gli animali - ha detto l'avvocato Filippo Pompei che ha rappresentato nel dibattimento la Lav come parte civile - per questo è importante l'attività svolta dalle associazioni, ma è fondamentale anche l'azione di denuncia da parte dei comuni cittadini". Pistone, il cane vittima dell'aggressione, è stato dissequestrato e affidato al canile di Roma in attesa di adozione. Sino ad oggi, però, il rischio che potesse essere restituito all'uomo che lo aveva maltrattato, ne ha impedito l'adozione.

Commenta Stampa
di Mario Aurilia
Riproduzione riservata ©