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La decisione della Cassazione

Condomini morosi, va protetta l’identità


Condomini morosi, va protetta l’identità
29/01/2013, 17:28

ROMA – Dovranno fare attenzione, d’ora in poi, gli amministratori dei condomini. Potrebbero facilmente incorrere in una denuncia per diffamazione. Il motivo? Se nell'androne del palazzo, cioè in luoghi accessibili a chiunque, affiggono un comunicato con il nome degli inquilini in ritardo con il pagamento delle bollette avvertendoli così della sospensione di servizi se non saldano.

A stabilirlo è la Cassazione. Con la decisione, viene anche confermato il verdetto di colpevolezza per un amministratore di uno stabile di Messina. Quest’ultimo aveva affisso il cartello-denuncia sulla porta dell'ascensore e all'ingresso del palazzo, avvisando i morosi che se entro due giorni non avessero provvisto al saldo, la società municipalizzata erogatrice del servizio idrico li avrebbe lasciati all'asciutto.

Cosa non andata giù ad uno dei condomini che decise di denunciarlo per offesa alla reputazione, anche perché una parte della mora che lo riguardava era attribuibile al precedente inquilino.

La Cassazione nella sentenza ha ricordato: “Integra il delitto di diffamazione, il comunicato con il quale alcuni condomini siano indicati come morosi nel pagamento delle quote condominiali e vengano conseguentemente esclusi dalla fruizione di alcuni servizi, qualora esso sia affisso in un luogo accessibile, non già ai soli condomini dell'edificio per i quali può sussistere un interesse giuridicamente apprezzabile alla conoscenza di tali fatti, ma ad un numero indeterminato di altri soggetti”.

La Suprema Corte, con la sentenza 4364, ha così respinto il ricorso dell'amministratore avvertendolo che avrebbe fatto meglio a calibrare il contenuto dell'informazione, evitando di menzionare anche l’identità dei condomini morosi. 

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di Rossella Marino
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