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Conservatorio di musica: direttore impone bocciatura a studentessa, lei si ribella e il Tar le da ragione


Conservatorio di musica: direttore impone bocciatura a studentessa, lei si ribella e il Tar le da ragione
16/12/2009, 12:12


NAPOLI - Lo scorso 3 settembre 2009, Serena Stabile, studentessa di Canto nel Conservatorio di Musica di Napoli, era stata bocciata all’ultimo esame prima di conseguire il Diploma di Canto. La sua presenza in Conservatorio, non solo in qualità di studente ma anche quale combattivo membro della consulta studentesca e del consiglio accademico, non era infatti più gradita al Direttore che non vedeva di buon occhio le battaglie per la trasparenza e la legalità della gestione che gli studenti continuano a portare avanti, anche grazie all’attività svolta dalla Stabile medesima.
Come confermato da svariate testimonianze, il Direttore, Prof. Patrizio Marrone, pur non essendo membro della commissione che avrebbe dovuto valutare la prova della candidata, ha condotto l’esame in prima persona ed ha imposto ai commissari di procedere alla bocciatura. Successivamente, il Direttore ha poi provveduto a rifiutare l’iscrizione all’anno accademico 2009/10, “espellendo” di fatto la Stabile dal Conservatorio.
«Si tratta di fatti di inaudita gravità – spiega l’Avv. Giuseppe Leotta del Foro di Roma che ha difeso la Stabile –, all’antitesi dei principi di legalità e di imparzialità che devono invece “ispirare” l’azione delle pubbliche amministrazioni, specie se trattasi di Istituzioni di rango universitario entro le quali i ragazzi dovrebbero formarsi anche come cittadini. Non è ammissibile che il Direttore abbia usato l’autorità che gli deriva dalla funzione ricoperta per liberarsi di una studentessa “scomoda” ma senz’altro meritevole sul piano del profitto. Il Ministero dovrebbe fare chiarezza, invitandolo a dimettersi».
Il TAR del LAZIO, con l’ordinanza 5836/2009 adottata in data 14/12/2009 ha chiarito, infatti, che il ricorso presentato dalla Stabile «appare assistito da sicuro fumus boni juris in ordine alle diffuse censure che hanno caratterizzato l’esame» e ha disposto che «venga rinnovato l’esame da svolgersi al cospetto di idonea commissione esaminatrice».
«Sono felicissima – precisa la Stabile – per una decisione che ero certa che prima o poi sarebbe arrivata anche se ho passato un periodo in cui mi sono sentita malissimo per tutto quanto mi è successo. Ma, siccome non tutti i mali vengono sempre per nuocere, penso che l’ingiustizia subita mi abbia fatto maturare come donna e come cittadina. Adesso, più che mai, sono convinta che il nostro agire debba essere sempre improntato al principio di legalità. Ed è per questo che ritengo che il Direttore debba dimettersi».
Intanto gli studenti sono in agitazione: «Certi soprusi e certe illegalità non sono più accettabili - precisa Antima Pepe, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione -, un Direttore che non tutela gli studenti dovrebbe dimettersi».
Precisa Francesco Calzolaro, rappresentante degli Studenti in Consiglio Accademico: «Il problema di Serena non è un caso isolato. Purtroppo molti Studenti non hanno il coraggio di reagire per paura di ritorsioni. Spero che a seguito di questa pronuncia simili episodi non si ripetano più».

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di Redazione
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