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Considerazione sul Concorso al Comune di Napoli


Considerazione sul Concorso al Comune di Napoli
22/03/2010, 16:03

Il Comune di Napoli ha indetto un concorso per l’assunzione di 570 persone. Innanzi tutto va detto, che coloro che vinceranno questa selezione, non saranno immediatamente assunti nel Comune, ma avranno solamente superato una selezione per essere avviati ad un corso di formazione che si terrà presso il Formez, al termine del quale i partecipanti dovranno superare una ulteriore selezione per essere definitivamente assunti. Per questa speranza di lavoro, sono state presentate ben 112 mila domande di partecipazione. Per iscriversi al concorso era necessario dimostrare di aver effettuato il versamento di 14 euro. Il Comune di Napoli ha incassato, solo per la presentazione delle domande la cifra di 1.628.000 Euro che dovrebbero coprire le spese per la selezione. Un cittadino della nostra Regione, per poter concorrere per un lavoro, se non paga una tassa non può accedervi. E’ incredibile, vero? Ma quello che rende ancora più incredibile questa vicenda è il fatto che il numero dei partecipanti è grande tanto quanto una città capoluogo di provincia, e nemmeno delle più piccole. In Campania il numero dei partecipanti al concorso sono il doppio degli abitanti di Avellino, Benevento e di Caserta. Nessuno parla di questo fenomeno, perché avviene nella realtà e la realtà non conta, conta solo quello che viene riportato in televisione. La televisione ci ha raccontato che dopo queste elezioni, il nostro Berlusconi si farà interprete di una grande riforma liberale, quella della Giustizia e delle intercettazioni telefoniche. A me, come alla maggioranza dei cittadini, della giustizia e delle intercettazioni telefoniche non interessa molto in questa fase, perché non lo ritengo il problema più importante per un paese in declino economico e sociale come il nostro. Penso che non interessi niente nemmeno a quei 112 mila giovani che sperano di essere selezionati per fare un corso e per andare a lavorare alla fine di quel percorso. Fino a quando non coincideranno i bisogni di quei ragazzi con le proposte della politica, non ci saranno grandi avanzamenti nella società, il futuro sarà sempre più lontano.


 

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di Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco
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