Cronaca / Sangue

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Consigliere ucciso, il profilo ‘manageriale’ al vaglio degli inquirenti


Consigliere ucciso, il profilo ‘manageriale’ al vaglio degli inquirenti
03/02/2009, 23:02

Quarantatre anni, sposato e con un figlio, Luigi Tommasino era stato manager di una importante marca di orologi, la Sector, e quando perse il posto di lavoro decise di investire nel commercio aprendo un’attività commerciale nel settore dell’abbigliamento. L’avventura politica ha inizio nel 2005: il fratello Giovanni, e Popolari approdato dalla Margherita, lascia a lui la messe di voti su cui può contare. Prima di confluire nel Pd era stato segretario cittadino della Margherita. In Consiglio comunale diventa componente della commissione Politiche sociali. Poco in vista, descritto coma una personalità politicamente non di primo piano, Gino Tommasino sosteneva l’amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Vozza, della Sinistra democratica, appoggiata da una parte del Pd e dall’Udeur. Venerdì scorso era stato tra i firmatari, con altri 17 consiglieri, di un docimento di sostegno al sindaco. Voci di corridoio vogliono che, da qualche tempo, Tommasino avesse manifestato l’intenzione di dimettersi. Era anche presidente dell’associazione ambientale Itaca, che di recente aveva chiesto di bloccare i lavori sotto il tunnel della statale sorrentina per il rischio idrogeologico. Nel suo blog, Tommasino aveva denunciato gli eccessi di cementificazione. Poco dopo l’agguato le forze dell’ordine hanno perquisito il suo negozio, sequestrando il computer del consigliere e numerosi documenti. Al vaglio degli inquirenti, gli interessi che avrebbe avuto il quarantatreenne più come manager che come politico. Pare infatti che avesse interessi in un appalto per le Terme stabiesi, ma anche in una società di assicurazioni, mentre si cerca conferma alla voce secondo cui era interessato alla gestione dei rifiuti.

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di Nico Falco
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