Cronaca / Giudiziaria

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Interviste a pagamento, indaga la Procura di Bologna

Consiglieri Emilia pagano intervista, Finanza in Regione


Consiglieri Emilia pagano intervista, Finanza in Regione
04/09/2012, 19:27

BOLOGNA - Avanza l'inchiesta della Procura di Bologna sulle interviste a pagamento dei consiglieri regionali: l'ipotesi di reato, da verificare e per ora contro ignoti, è peculato. Su mandato del pm Antonella Scandellari, la Guardia di Finanza ha acquisito varia documentazione nelle sedi di 22 emittenti televisive e 32 radiofoniche nelle nove province emiliano-romagnole. Anche la sede della Regione, in viale Aldo Moro, è stata “visitata” in mattinata dalle Fiamme Gialle del nucleo di polizia tributaria, in questo caso nella veste di organo di indagine per la Corte dei Conti. Pure agli uffici dell'Assemblea legislativa sono state chieste le carte informative e contabili sulle “ospitate” a pagamento. A confermarlo, il presidente dell'assemblea, Matteo Richetti: “Si stanno facendo un'idea. Di fronte all'elenco delle richieste, man mano mettiamo a disposizione i documenti. Abbiamo già consegnato materiali e, se servirà, forniremo anche integrazioni in seguito”. Il caso, attorno a quella che è parsa essere quasi una “prassi”, era venuto alla luce nelle scorse settimane: spazi televisivi ai politici, pagati coi fondi dei gruppi consiliari, senza un'apposita segnalazione ai telespettatori. Coinvolti, eccetto l'Idv, tutti i partiti, dal Pd al Pdl e al M5S, con tanto di richiamo di Beppe Grillo a Giovanni Favia: “Pagare per andare in tv per il MoVimento 5 Stelle è come pagare per andare al proprio funerale”, aveva sentenziato il leader. Così, in parallelo a quella ordinaria, ora la Procura contabile ha aperto un fascicolo, trattandosi di fondi pubblici da rendicontare. E il pm Scandellari, lo stesso che ha condotto le indagini su Terremerse fino alla richiesta di giudizio per il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, sta portando avanti “doverosi accertamenti, coordinati direttamente dal procuratore capo Roberto Alfonso”, ha detto il procuratore aggiunto e portavoce della procura Valter Giovannini. Una delle domande che ispira le indagini, non più conoscitive, è se l'utilizzo di soldi pubblici per interventi personali e non direttamente riconducibili all'attività del gruppo consigliare, risponda o meno a una destinazione di scopo, presupposto per cui la Regione stanzia i fondi. Intanto, anche la Procura Generale, per la propria competenza, è al lavoro per eventuali procedimenti disciplinari nei confronti dei giornalisti coinvolti. Anche se, all'ordine dell'Emilia-Romagna, che col Corecom ha avviato accertamenti e che sta raccogliendo informazioni, non sono arrivate segnalazioni.

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di Valerio Esca
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