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Esultanza della Gelmini, Costituzione mortiifcata

Consiglio di Stato: la religione conta per il credito formativo


Consiglio di Stato: la religione conta per il credito formativo
11/05/2010, 13:05

ROMA - Il Consiglio di Stato ha ribaltato l'ordinanza del Tar del Lazio che aveva bloccato alcune ordinanze del 2007 dell'allora Ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. In pratica questo significa che verrà applicata una norma discriminatoria: i ragazzi che frequentano l'ora di religione a scuola, godranno dei relativi punti di credito scolastico (8 punti per la terza, 8 per la quarta e 9 per la quinta) in vista dell'esame.
Ovvia esultanza del Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, che applaude all'approvazione: "Il Consiglio di stato ha riconosciuto la legittimità  delle ordinanze nelle quali si stabiliva che ai fini dell'attribuzione del credito scolastico, determinato dalla media dei voti riportata dall'alunno, occorreva tener conto anche del giudizio espresso dal docente di religione. Il Consiglio di Stato infatti ha stabilito che, nel caso l'alunno scelga di avvalersi di questo insegnamento, la materia diventa per lo studente obbligatoria e concorre quindi all'attribuzione del credito scolastico".
Naturalmente è inutile dire che questo è l'ennesimo mezzo di pressione contro gli studenti che non accettano di fare l'ora di religione, che in teoria sarebbe facoltativa. Dico "in teoria", perchè in realtà si fa di tutto per impedire che questa scelta venga effettuata concretamente. Chi accetta di fare religione, frequenta l'aula normalmente. Gli altri passano un'ora a bighellonare nella scuola, perchè non viene mai organizzata qualche attività alternativa, come prevederebbe la legge. Ora, con questa sentenza. si crea un ulteriore favoritismo: chi fa religione, arriva all'esame con un credito più alto rispetto a chi sceglie di non farla. Una scelta apertamente in conflitto con la Costituzione italiana, che definisce il nostro Paese come laico. E invece questa sentenza lo sposta di più verso l'essere un paese estremista cattolico.

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di Antonio Rispoli
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