Cronaca / Giudiziaria

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Inchieste anticipate da Julie

Consip, il 19 febbraio via al processo disciplinare per Woodcock e Carrano


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Consip, il 19 febbraio via al processo disciplinare per Woodcock e Carrano
11/01/2018, 12:03



Da giudicante a giudicato. Il pm Woodcock insieme alla collega Celestina Carrano, entrambi titolari dell'inchiesta Consip, dovranno difendersi dall'accusa di aver leso i diritti e la dignità di un ex consigliere di palazzo Chigi, Filippo Vannoni. Il 19 febbraio è la data fissata per celebrare il processo disciplinare davanti al Csm a carico dei due pm.

A Woodcock vengono quindi criticati i metodi con con cui ha svolto le indagini sul caso Consip. In particolare viene contestato l'interrogatorio di Vannoni ascoltato come persona informata dei fatti, cioè come testimone, senza l'assistenza di un difensore. Secondo la procura generale della Cassazione c'erano già allora gli elementi per iscriverlo immediatamente nel registro degli indagati, cosa che poi fecero i pm romani. Ciò ha condizionato lo sviluppo delle indagini impedendo a Vannoni di avvalersi della facoltà di non rispondere né farsi affiancare da un legale di fiducia, ledendo quindi le sue libertà difensive.

Ma non è tutto. Woodcock deve rispondere anche all'accusa di non aver mantenuto il riserbo sul caso Consip e aver ammesso che si trattava di un errore e non di un depistaggio intenzionale quello di aver attribuito a Romeo l'affermazione di un incontro con il padre di Renzi. Frasi dette con colleghi ma riprese subito dagli organi di informazione. Per il pg della Cassazione, il pm avrebbe tenuto 'un comportamento gravemente scorretto sia nei confronti del procuratore di Napoli che di Roma'.

Il comportamento scorretto di Woodcock, che ora sarà giudicato dal consiglio superiore della magistratura, era stato già evidenziato dalle inchieste di Julie Italia. In particolare dalle affermazione dell'avvocato Lucio Varriale.

 

 

Metodi di indagine che non erano sfuggiti neanche ai cittadini come dimostrano i sondaggi svolti tra la gente che volevano una sua condanna da parte del Csm con il trasferimento per incompatibilità in altra sede giudiziaria. Ancora una volta, le profezie di Julie si sono avverate.

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di Redazione
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