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Respinto il ricorso del governo contro la Toscana

Consulta: accesso alla sanità uguale tra italiani e stranieri


Consulta: accesso alla sanità uguale tra italiani e stranieri
24/07/2010, 08:07

ROMA - Ancora una volta il razzismo del governo contro gli extracomunitari è sconfitto, in questo caso dalla Corte Costituzionale. Tutto nasce a maggio dell'anno scorso, quando la Toscana vara una legge regionale che, disattendendo la Bossi-Fini e il "pacchetto sicurezza" in via di approvazione, garantisce accesso alla sanità paritario, tra italiani ed immigrati. Nessuna discriminazione, secondo l'allora giunta Martini. Ma il Pdl toscano fa una dura opposizione alla legge, senza successo. E allora la palla passa al Pdl nazionale, che assume dure prese di posizione contro queste iniziative. Il 3 giugno 2009 il Presidente del Consiglio annuncia in una trasmissione di Porta a Porta che farà opposizione contro la legge, perchè contraria alle leggi nazionali; e così è stato fatto. Ma la Consulta ha respinto il ricorso del governo, in quanto "inammissibile e non fondato". Cioè non solo la legge regionale toscana è costituzionalmente legittima, ma il governo non aveva gli estremi legali per presentare il ricorso.
Il nuovo governatore della Toscana, Enrico Rossi, è felice della sentenza: "La nostra è una legge all'avanguardia. La sentenza è una vittoria della ragione e della civiltà, giustizia è fatta". E rilancia: "Il Governo farebbe bene, anziché ricorrere su una legge così saldamente ancorata ai diritti costituzionali, ad operarsi per garantire i diritti di cittadinanza e i diritti politici degli immigrati. Non è possibile che chi nasce nel nostro paese debba aspettare 18 anni prima di iniziare la procedura per diventare italiano, non è possibile che all'immigrato residente da tanti anni qui, che lavora regolarmente, non sia garantito anche l'esercizio del diritto politico di voto, in particolare a quello amministrativo. Sul primo punto ci auguriamo che il Parlamento approvi quanto prima un disegno di legge perché i figli di immigrati nati da noi, un quinto di tutti i nostri bambini, possano sentirsi presto fratelli d'Italia, cittadini a pieno titolo del nostro paese. Sul secondo punto promuoveremo un disegno di legge regionale che consenta intanto la partecipazione al voto amministrativo a chi è regolare"

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di Antonio Rispoli
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