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Pubblicate le motivazioni sul "legittimo impedimento"

Consulta: "Il giudice deve valutare l'impedimento caso per caso"

"La legge elettorale non cambia la posizione del premier"

Consulta: 'Il giudice deve valutare l'impedimento caso per caso'
25/01/2011, 22:01

ROMA - Sono state pubblicate le motivazioni per cui lo scorso 13 gennaio è stata parzialmente dichiarata incostituzionale la legge sull'impunità del Presidente del Consiglio. E sono motivazioni che svuotano completamente il contenuto della legge.
Infatti la Corte Costituzionale fa notare che, contrariamente a quanto asserito dai legali di Silvio Berlusconi, la legge elettorale non ha cambiato il fatto che siamo una Repubblica parlamentare in cui il Presidente del Consiglio è nominato dal Presidente della Repubblica e non dai cittadini. Quindi non ci sono particolari tutele rispetto all'articolo 420-ter del Codice di Procedura Penale, che disciplina il legittimo impedimento per tutti gli imputati. Quindi, anche gli impedimenti possibili per il Presidente del Consiglio contenuti nella lista allegata alla legge, sono validi solo se ricorrono i requisiti di impossibilità assoluta a comparire e la motivazione specifica di volta in volta. Il tutto deve poi essere valutato dal giudice in un clima di collaborazione con l'imputato.
In sostanza, la Corte Costituzionale non si è allontanata da altre due sentenze negli anni scorsi in cui ha affermato gli stessi principi. Il problema resta che finora non c'è mai stata collaborazione da parte di Berlusconi, con gli avvocati che, a fronte della disponibilità del Tribunale a fare udienza anche di sabato, hanno sempre sostenuto l'impossibilità del premier a presenziare, chiedendo rinvii a 5-6 mesi per poi non presentarsi accampando falsi impegni, magari reperiti all'ultimo momento (memorabile una visita in Russia, sconosciuta allo stesso governo russo.

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di Antonio Rispoli
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