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Consulta: incostituzionale la legge sulla fecondazione artificiale


Consulta: incostituzionale la legge sulla fecondazione artificiale
01/04/2009, 19:04

La Corte Costituzionale oggi ha esaminato i ricorsi presentati dai Radicali contro la legge 40, che stabilisce le norme per la fecondazione artificiale. In particolare la Consulta ha stabilito l'incostituzionalità della norma nel punto in cui obbliga il medico ad impiantare obbligatoriamente tutti e tre gli embrioni che sono stati in precedenza prelevati dall'utero femminile e fecondati in vitro; inoltre è stata dichiarata incostituzionale anche la parte in cui si non dice che il trasferimento degli embrioni fecondati va fatto senza pregiudizio per la salute della donna. Respinto invece il ricorso che chiedeva l'incostituzionalità della irrevocabilità del consenso dato dalla donna che cambia idea prima del reimpianto.
Quali le conseguenze? Che si potrà tornare alle linee guida che i ginecologi avevano prima della legge 40, che prevede una procedura che è molto più sicura per l'organismo femminile: il prelievo di un certo numero di embrioni e la ricollocazione di uno o due embrioni fecondati per volta. Infatti, anche se un parto trigemino è possibile (e con le regole attuali, per le donne che praticano la fecondazione artificiale, questa è una eventualità che capita quasi nel 50% delle gravidanze portate a termine), le cose vanno bene solo se la donna ha una ossatura robusta e un bacino largo. Essendo poche le donne con queste caratteristiche fisiche, nella maggior parte dei casi le donne gravide devono partorire il prima possibile - compatibilmente con la salute dei neonati - e questo ha intasato i reparti di rianimazione neonatale. Con gravi pregiudizi per tutti i neonati, che non possono essere adeguatamente assistiti.

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di Antonio Rispoli
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