Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Quaranta sostituisce De Siervo che ha terminato il novennato

Consulta, Quaranta sul referendum: “Difficile fermarlo”

Domani la decisione sul quesito dell’atomo

Consulta, Quaranta sul referendum: “Difficile fermarlo”
06/06/2011, 19:06

ROMA - Alfonso Quaranta è stato eletto nuovo Presidente della Corte Costituzionale, dopo il termine del novennato, il 29 maggio, del suo predecessore Ugo De Siervo. La sua nomina è avvenuta praticamente all'unanimità, con tre schede bianche (Il Presidente pro tempore e i due vice non votanol, di solito) e dieci favorevoli. Un giudice (Maria Rita Saulle) era assente per motivi di salute e il sostituto di De Siervo non è stato ancora nominato.
Quaranta aveva già partecipato, a sorpresa, all'elezione che aveva poi visto De Siervo vincere con un solo voto di vantaggio. Vicino al Pdl, con la sua elezione si è infranta una regola seguita molto rigidamente: quella di eleggere il componente più "anziano", cioè più vicino alla scadenza del proprio mandato. Infatti Quaranta sarà presidente fino al 27 gennaio 2013; prima di lui vedranno scadere i propri mandati Paolo Maddalena (il 30 luglio) e Alfio Finocchiaro, il 5 dicembre. Sarà interessante vedere se il Pdl a questo punto potranno avere un Presidente amico, oltre ai sei componenti (per ora) che votavano per aiutare i membri della cosiddetta P3 e "Cesare" (termine con cui i membri di quella organizzazione chiamavano il Presidente del Consiglio SIlvio Berlusconi)

REFERENDUM: STOPPARLO E’ DIFFICILE
Alla vigilia della decisione della Corte Costituzionale sull’ammissibilità del referendum sul nucleare riformulato dalla Cassazione, è lo stesso neo eletto presidente della Consulta, Alfonso Quaranta, a mandare un segnale ben preciso, che potrebbe far cadere nel vuoto l’ultima speranza del governo di bloccare la consultazione sull’atomo. “Personalmente ritengo di no”, il referendum non può essere cancellato: così, infatti, ha risposto Quaranta alla prima domanda dei giornalisti, pochi minuti dopo la sua elezione.
Nonostante le affermazioni del nuovo presidente della Corte Costituzionale, però, bisognerà attendere domani per conoscere la decisione della Consulta. La stessa potrebbe limitarsi a una semplice presa d’atto della trasposizione del quesito, oppure dichiarare il non luogo a provvedere in proposito, visto che, secondo alcune fonti, l’invio dell’ordinanza della Cassazione per una implicita richiesta di presa d’atto della riformulazione del quesito non sarebbe contemplata da alcuna norma dell’ordinamento, tenuto conto che la Corte Costituzionale si è già pronunciata in gennaio sull’ammissibilità del quesito.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli e Antonio Formisano
Riproduzione riservata ©