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Nessun nome o indicazione sull'età della carcassa

Continua il giallo dello scheletro, la verità dal test del Dna


Continua il giallo dello scheletro, la verità dal test del Dna
21/10/2009, 15:10


E’ un uomo di circa un metro e settanta. Di lui non si sa altro, non un nome e neppure un’ indicazione sull’etá. E così, 48 ore dopo, è ancora giallo irrisolto sullo scheletro rinvenuto domenica pomeriggio a Casalvelino in localitá "Carullo". Era lì da almeno quattro, cinque anni. 
Ma chi è quest’uomo? Mistero. Al momento lo scheletro resta sotto sequestro presso il dipartimento di medicina legale dell’ospedale "San Luca" di Vallo della Lucania. Il medico legale Adamo Maiese probabilmente nella giornata di oggi effettuerá una prima ispezione sulle ossa e successivamente l’esame del Dna. Intanto continuano le indagini affidate ai carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore del tribunale di Vallo Renato Martuscelli. Indagini che si presentano molto difficili, anche per il tempo trascorso dal decesso. Gli uomini dell’Arma, diretti dal capitano Daniele Campa, stanno allargando le indagini anche fuori provincia controllando la lista di tutte le persone che risultano scomparse negli ultimi anni. Un lavoro lungo e certosino che si concluderá con gli esiti della prova del Dna. Dai primi accertamenti, tuttavia, non è stato possibile stabilire la data del decesso. Occorrerá circa una settimana per scoprire la causa della morte. La zona in cui è stato trovato lo scheletro, per l’aspra morfologia del territorio è poco praticata dalla gente. Solo dopo l’ultimo incendio, la zona è diventata più accessibile ed è diventata meta soprattutto degli amanti del trekking e dei ricercatori di asparagi. Ricercatori che spesso arrivano a Casalvelino anche da paesi del salernitano e del napoletano. 
Per questo non è escludo che il cadavere appartenga a persone che risultano scomparse altrove.«Da una prima ispezione esterna sullo scheletro è praticamente impossibile - spiega il medico legale - verificare se si tratta di una morte violenta o di un incidente. Gli inquirenti però sembrano indirizzati verso la seconda ipotesi, quella della disgrazia. Non è escluso, infatti, che la vittima possa aver avuto un malore e non sia riuscita a raggiungere la strada per chiedere aiuto».

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di Vincenzo Rubano
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