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Originale stratagemma di tre trafficanti senegalesi

Contro i finanzieri, una “macumba” per fermare le indagini


Contro i finanzieri, una “macumba” per fermare le indagini
26/04/2010, 19:04

LA SPEZIA – Scoperto dalla Guardia di Finanza il loro giro di moto rubate, si sono rivolti ad uno stregone per tentare di fermare le indagini delle forze dell'ordine. Ma il disperato quanto originale tentativo di far ricorso alla magia nera per evitare guai con la giustizia, è stato vano e non ha evitato che per 3 cittadini senegalesi scattassero le manette.
Gli arresti, messi a segno nella giornata di oggi dalle Fiamme gialle del gruppo di La Spezia, sono il risultato di mesi di indagini che hanno permesso di smantellare un'organizzazione criminale specializzata nella ricettazione e nell'esportazione in Senegal, di moto rubate.
L'operazione è partita alla fine del mese di dicembre dello scorso anno, nel periodo di Capodanno, grazie al sequestro, nel porto spezino, da parte dei finanzieri e dei funzionari dell'Agenzia delle Dogane, di alcuni container diretti in Africa che sulla carta dichiaravano di contenere rottami, ma che di fatto erano pieni zeppi di motoveicoli rubati.
Secondo gli investigatori, l'organizzazione era costituita prevalentemente da trafficanti senegalesi, che ricettavano motoveicoli rubati e li nascondevano poi in vicine località della Toscana, per spedirli, successivamente, dal porto di La Spezia, direttamente in Senegal, dove avveniva la vendita. Questo particolare, comporterà adesso per gli indagati l'aggravante della trans-nazionalità, che prevede l'aumento da un minimo di un terzo sino alla metà, delle pene previste.
Attraverso una serie di intercettazioni telefoniche, inoltre, sono stati individuati i membri del sodalizio. Accanto alle moto rubate,  partivano anche ciclomotori dichiarati rottamati per i quali era stato richiesto l'eco-incentivo statale. Complessivamente, sono stati arrestati i 3 cittadini senegalesi, a capo dell'organizzazione criminale, e altre 13 persone, tra italiani e stranieri, sono state indagate. Sessanta invece i motoveicoli sequestrati.
Hanno preso parte all'operazione, denominata “Macumba”, decine di finanziari nelle provincie di La Spezia, Firenze, Pisa e Parma che hanno eseguito gli arresti e le numerose perquisizioni domiciliari, emesse dal Gip Paolo Scippa, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica,
Tiziana Lottini.

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di Elisa Scarfogliero
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