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Il ragazzo, senza braccia non aveva potuto fare il biglietto

Controllore fa scendere dal treno disabile, nell'indifferenza dei passeggeri


Controllore fa scendere dal treno disabile, nell'indifferenza dei passeggeri
30/12/2009, 12:12

Incredibile quanto avvenuto domenica su un treno di Trenitalia e raccontato su Repubblica.it da uno dei passeggeri, lo scrittore ed editore Shulim Vogelmann. Il treno è l'Eurostar Bari-Roma. Appena prima della partenza arriva sul treno un ragazzo con una evidente malformazione: è senza braccia. Praticamente ha tre dita che gli escono dalla spalla e basta. Con la fatica che chiunque può facilmente immaginare, si toglie lo zaino che portava a tracolla e lo mette sotto il sedile, spingendolo con i piedi. Poi si siede, trafelato. Poco dopo la partenza, nello scompartimento arriva il controllore, una ragazza. Quando chiede il biglietto al ragazzo, questi, parlando a fatica - probabilmente aveva un handicap più complesso che la "semplice" mancanza delle braccia - dice che non è riuscito a farlo in stazione e con la bocca prende dal taschino della camicia (ed invito chiunque di voi a provare a farlo; è una impresa, ndr) delle banconote, l'importo esatto del biglietto del treno. Il controllore li conta, e poi dice che non sono sufficienti: mancano 50 euro per il sovrapprezzo che si paga quando si fa il biglietto in treno. Ma il ragazzo non ha altri soldi con sè. Quindi il controllore chiama il capotreno ed entrambi, ignorando le ovvie e palesi difficoltà del ragazzo, gli impongono di scendere alla successiva fermata. Quando Vogelmann gli fa notare che non sarebbe stato possibile per il ragazzo fare agevolmente il biglietto alla biglietteria, il capotreno risponde che il problema è agevolmente risolto: "Ci sono le macchinette self service". Anche se resta un mistero sul come il ragazzo avrebbe potuto prelevare le banconote una per volta ed infilarle dentro la macchinetta.
Fermato il treno, salgono i poliziotti e, lamentandosi del fatto che il ragazzo è un disabile e "crea problemi", lo fanno scendere dal treno, perchè possa comprare il biglietto e prendere il treno successivo. Un treno dove però il posto non è assicurato, e quindi c'è il rischio di fare tutto il viaggio in piedi o seduto nel vagone ristorante. E tutto questo accade mentre gli altri passeggeri guardano senza muovere un dito.
Ciliegina sulla torta, non poteva mancare l'arroganza e l'illegalità, dato che siamo in Italia. La ragazza che per prima aveva registrato la mancanza del biglietto al disabile, chiede ai poliziotti di identificare Vogelmann, accusandolo di averla insultata chiamandola maleducata. Ma quando tocca allo scrittore chiedere alla ragazza il suo nome, in aperta violazione della legge questa si rifiuta di darglielo, mentre invece era tenuta a farlo. Fatta la stessa richiesta ai poliziotti, anche loro si rifiutano di dare le loro generalità a Vogelmann, commettendo un altro reato, oltre a quello di non obbligare il controllore a dare i suoi dati.
Insomma, abbiamo un povero ragazzo umiliato e costretto a cambiare treno, solo perchè non era in grado di agire; un controllore e due poliziotti che agiscono in violazione di legge; e nessuno che li punirà. E' questa l'Italia del periodo natalizio?

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di Antonio Rispoli
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