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Anche la Prestigiacomo bloccata tra la folla

Copenaghen, altri 250 arresti e negoziati in stallo


Copenaghen, altri 250 arresti e negoziati in stallo
16/12/2009, 17:12

COPENAGHEN - Solo qualche giorno fa  avevamo elogiato la pregevole capacità organizzativa delle forze di polizia danesi; operando anche un poco gratificante parallelismo con il caos generato dai no-global durante i G8 di Genova. Oggi, dati gli enormi disordini esplosi nella capitale danese e le migliaia di persone ammassate davanti al Bella Center senza riuscire ad entrare, dobbiamo purtroppo ricrederci. Anche il ministro dell'Ambiente Prestigiacomo è rimasta bloccata per oltre un'ora fuori al centro all'interno del quale si sta svolgendo il delicatissimo summit ed ha annunciato, tra l'altro, che si produrrà in una lettera di protesta formale per gli enormi disagi dovuti patire nonostante fossero state preventivamente avvertite tutte le autorità competenti. 
In contemporanea, sempre nella zona antistante al Bella Center, si sono registrati durissimi scontri tra polizia e manifestanti, con le forze dell'ordine che hanno fatto largo uso di lacrimogeni e manganelli. I numeri sono ancora piuttosto approssimativi ma si parla di oltre 250 fermi. Altre 1200 persone sono invece state fermate lungo la strada che porta dal centro della conferenza sul clima alla città di Copenaghen.

ARRESTATO UN ITALIANO
Tra i numerosi  fermati dalla polizia c'è anche un italiano; il portavoce di Climate Justice Action che era alla testa di un corteo di ragazzi vestiti di nero. Ieri, è stato arrestato anche Luca Tortore, un altro Italiano.

FORTE TENSIONE
Proprio mentre la situazione pare tranquilla, con i poliziotti che si rilassano togliendosi gli elmenti e i no-global che cantano e ballano, scoppia il caos con gruppi di manifestanti che tentano a più riprese di scavalcare la "zona rossa", salendo anche sulle jeep della polizia posizionate a mo di cordone di sicurezza. Per qualche minuto, le forze dell'ordine paiono aver perso il controllo della situazione e diverse randellate violente vengono scagliate alla cieca tra i gruppi di "dissidenti" che rifiutano di indietreggiare. Anche un operatore di ripresa è stato ferito con una bottiglietta che lo ha colpito in pieno volto.

I GRUPPI PACIFICI
Ma in tanti si sono recati nella capitale danese con l'intento di protestare con forza ma senza l'utilizzo della violenza. Diverse persone, ad esempio, hanno sfilato ordinatamente travestite da animali di diverse specie. Proprio a pochissimi passi dagli agenti, in prima linea, ci sono i "Withe Bloc", vestiti con tute bianche e con i capelli adornati da fiori. Ci sono poi gli attisti della varie associazioni Ong tra cui i più numerosi sono sicuramenti quelli di 
Friends of the Earth. Alcuni membri dell'organizzazione sono anche riusciti ad entrare nel centro congressi grazie all'esibizione di regolari pass, salvo poi essere bloccati al secondo controllo prima degli accessi interni. Gli attivisti hanno attesa seduti all'entrata per tutto il giorno, mescolandosi con gli iscritti alle altre associazioni pacifiche. Del resto, l'organizzazione ha centellinato la distribuzione di permessi: 7000 concessi oggi, solo 1000 previsti per domani.

DISAGI IN CITTA'
A Copenaghen gli abitanti stanno vivendo giorni di enorme caos, con fermate della metropolitana chiuse, autobus fermi, deviati o soppressi ed intere zone della città totalmente chiuse al traffico.

I CAPI DI STATO
Al vertice oramai sempre più blindato, sono attesi da domani i capi di Stato delle nazioni più importanti del globo. Già arrivati l'inglese Gordon Brown e l'australiano Kevin Rudd. L'auspicio è che nella capitale danese non si verifichi un altro vertice poco utile come quello, pomposo quanto superfluo ed ipocrita, della Fao. Eppure, lo stesso Gordon Brow, ha fatto intendere che sarà difficile riuscire ad arrivare ad un accordo concreto entro la fine dei lavori. Intanto, fuori al centro congressi, ci sono ancora migliaia di persone che attendono di entrare. L'organizazione per i permessi è apparsa molto approssimativa; con numerosi aspiranti visitatori costretti ad attendere intere giornate al gelo per poi vedersi negata la possibilità di accesso all'interno del gigantesco padiglione.

Aggiornamento delle 21:55

UNA GIORNATA PERSA
In una nota pubblicata dall'ansa si legge testualmente:"Sul fronte dei negoziati, la giornata odierna a Copenaghen e' stata praticamente una giornata persa". Diversi dei partecipanti al vertice denunciano uno stallo totale nelle trattative e, dopo la decisione della vicepresidente della conferenza Connie Hedegaard di proseguire con nuove consultazioni ristrette, i rappresentanti dei paesi in via di sviluppo hanno mosso violente accuse di scarsa trasparenza all'intera commissione.

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di Germano Milite
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