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Dopo de Magistris è la volta di altri due big

Coppa America, indagati anche Caldoro e Cesaro


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Coppa America, indagati anche Caldoro e Cesaro
23/07/2013, 11:38

NAPOLI - La stagione dei veleni non è affatto conclusa: America's cup Napoli continua a mietere vittime. E dopo i de Magistris, sindaco e fratello Claudio, insieme a Mario Hubler, Maurizio Maddaloni, Paolo Graziano, il capo di gabinetto del sindaco di Napoli Auricchio e tanti altri destinatari della prima trance dell'inchiesta sugli appalti del big event a stelle e strisce, arrivano con puntualità svizzera le indagini sul presidente della regione Campania Stefano Caldoro e sull'ex numero uno della provincia di Napoli Luigi Cesaro. Il reato ipotizzato dai pm è turbativa d'asta. Per questa seconda fase dell'inchiesta la contestazione dei pm Graziella Arlomede e Marco Bottino si riferisce alla scelta dell'Unione industriali come partner privato dell'Acn, la società di scopo che ha gestito le due edizioni della Coppa America partenopea.  Secondo l'accusa, infatti, il partner privato si sarebbe dovuto scegliere con una gara pubblica e non con un affidamento diretto come è avvenuto. Ma non finisce qui: nei confronti di Luigi De Magistris, Luigi Cesaro e Stefano Caldoro i pm ipotizzano anche il reato di abuso d'ufficio in relazione all'edizione 2013 di America's cup. Questa contestazione riguarda l'ingresso nell'Acn della Camera di Commercio, che ha sostituito l'Unione Industriali. Secondo i PM Arlomede e Bottino,  la legge finanziaria del 2008 prevede che gli enti territoriali non possano avere partecipazioni in società miste. Una vera e propria catena di S. Antonio, secondo le indagini della procura che sta facendo luce su passaggi da l'uno all'altro ente per capire l'entità e la sussistenza dei capi d'imputazione. Un fatto è certo: da ciò che emerge dalle parole dei giudici le regate partenopee della World Series che hanno rappresentato solo una specie di allenamento in vista di quelle reali di San Francisco, hanno rappresentato per la città soltanto un grande business per pochi eletti, in maniera particolare per i soliti noti che, tra amici ed amici degli amici, si sono spartiti una torta da decine e decine di milioni di euro. Intanto Napoli affoga nel degrado e la Campania è priva dei molti servizi essenziali.

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di Redazione
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