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In tanti plaudono alla sentenza: “Un passo avanti”

Coppie gay, arriva la svolta: diritto alla vita familiare

Il fronte cattolico: “Si svilisce il matrimonio”

Coppie gay, arriva la svolta: diritto alla vita familiare
15/03/2012, 20:03

ROMA - Le coppie gay non possono sposarsi, ma possono sempre far valere - anche rivolgendosi al giudice, se necessario - gli stessi diritti di una coppia sposata. Lo stabilisce la Corte di Cassazione, con una sentenza depositata oggi.
Oggetto del contendere era la richiesta di una coppia gay che si era sposata in Olanda e intendeva chiedere la trascrizione del matrimonio in Italia. Richiesta respinta dalla I Sezione civile della Cassazione, che tuttavia ha fatto presente che per le coppie gay devono valere gli stessi diritti di quelli riservati alle coppie eterosessuali.
Il punto debole della sentenza rimane però la lungaggine prevista dal ricorso al giudice. Per esempio, se uno dei due componenti di una coppia gay viene ricoverato in ospedale e l'altro vuole stare con lui ma l'ospedale non lo permette (fatto che succede solitamente, e che è fonte di problemi non da poco), non sempre c'è il tempo per rivolgersi al giudice. Questa sentenza è un primo passo importante, ma deve essere seguita al più presto da una legge che permetta una parificazione reale e immediata.

AGGIORNAMENTO ALLE ORE 20:50
Le reazioni alla sentenza non si sono fatte attendere: da “Gay Center” a “Equality Italia”, dall’ “Arcigay”, al “Circolo Mieli” dai Radicali al Pdci, Prc e Sel, tutti esultano e chiedono un intervento urgente da parte del Parlamento per adeguarsi alla normativa europea e a quanto sancito dalla Cassazione. Una sentenza “storica”, l’ha definita Ignazio Marino, del Pd, secondo cui l’Italia deve ora dotarsi di una legge “che equipari i diritti e i doveri di tutte le coppie, a prescindere dall’orientamento sessuale”. I Supremi giudici “hanno preso atto dei cambiamenti sociali e si sono espressi in base al diritto”, ha detto Donadi, dell’Idv. “W la Cassazione e su questo abbasso Alfano”, ha dichiarato della Vedova di Fli, richiamando le parole del segretario del Pdl, che pochi giorni fa aveva ribadito il suo no ai matrimoni gay. Un concetto riproposto da Maurizio Lupi che, parlando di “forzature e strumentalizzazioni” della sentenza, afferma che “il matrimonio è quello tra uomo e donna, come sancisce la nostra Costituzione. Altra cosa sono i diritti soggettivi che vengono ampiamente tutelati dal nostro codice civile”. Sul versante dell'Esecutivo è il ministro per l’Integrazione Andrea Riccardi a precisare che la questione del riconoscimento delle unioni omosessuali “non è nel programma di governo. E' una questione che riguarda il Parlamento, credo che bisogna parlarne con le forze politiche”. Netta contrarietà, invece, sul fronte cattolico.

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di Antonio Rispoli e Antonio Formisano
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