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Sei gli indagati nella partita Pro Patria-Milan

Cori razzisti: tra gli indagati un assessore leghista

Al 27esimo del primo tempo Boateng ha lasciato il campo

Cori razzisti: tra gli indagati un assessore leghista
07/01/2013, 21:15

BUSTO ARSIZIO (MILANO) - Cori razzisti contro Boateng e l'amichevole Pro Patria-Milan di giovedì scorso viene sospesa. Sei tifosi della Pro Patria vengono sospesi dal Daspo, denunciati per cori razzisti con un provvedimento che prevede il loro allontanamento dalle manifestazioni sportive per 5 anni, il massimo previsto dalla sanzione amministrativa. Tra gli indagati dal pm Mirko Monti c'è anche Riccardo Grittini, 22 anni a marzo, consigliere comunale nella lista leghista 'Corbetta federalismo e libertà' e da novembre assessore allo Sport e alle Politiche giovanili del Comune alle porte di Milano. Immediata la richiesta di dimissioni da parte dei partiti di opposizione, ma il sindaco di Corbetta, Antonio Balzarotti ha assicurato che per ora Grittini resterà in giunta, quando poi vedrà le carte deciderà il da farsi.
Al 27esimo minuto del primo tempo di Pro Patria-Milan, Kevin Prince Boateng scaglia con rabbia il pallone in curva, si toglie la maglia e va via dal campo. Viene immediatamente seguito dagli altri 10 giocatori del Milan, su decisione del capitano Massimo Ambrosini. L'amichevole a Busto Arsizio viene sospesa per cori razzisti. Urla e frasi piene d'odio vengono rivolte all'indirizzo di Boateng e lo stesso giocatore non regge quella tensione. Offese gratuite anche nei confronti di Emanuelson, Niang e Muntari. Dal 20esimo al 27esimo, 8 minuti di rabbia crescente. I giocatori del Milan prima richiamano l'attenzione dell'arbitro e dei dirigenti della squadra di casa, poi decidono di ritirarsi dal campo.
Inutili le trattative nei minuti successivi all'uscita dei calciatori del Milan, quando i giocatori della Pro Patria avrebbero voluto proseguire la partita. In un primo momento sembrava che il match potesse riprendere, ma è arrivato presto lo stop definitivo. "Dispiace molto per tutti quelli che erano allo stadio, ma andava dato un segnale forte contro queste persone che hanno rovinato un bel pomeriggio di sport. Il Milan si impegnerà a tornare a Busto Arsizio al più presto, soprattutto per i bambini e per tutti quelli che non hanno nulla a che fare con il razzismo. Ma oggi non si poteva continuare una partita con questo clima, anche perché bisogna fare capire certe cose". Condivisione da parte del presidente della Pro Patria, Pietro Vavassori: "E' comprensibile che alcuni giocatori del Milan non abbiano voluto ricominciare la gare perché turbati dall'episodio. Sono amareggiato e senza parole. Le persone che hanno effettuato i cori razzisti sono state isolate". Anche l'allenatore del Milan, Massimiliano Allegri si dice amareggiato: "Bisogna smetterla con questi gesti incivili, l'Italia deve migliorare sotto questo punto di vista".
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri, durante un'intervista a Radio24: "E' un episodio che è servito a richiamare l'attenzione su un fenomeno che purtroppo è diffuso e come tale va considerato e quindi occorre fare delle riflessioni ed essere più incisivi. La direttiva è quella di essere molto duri, ma occorre una presa di posizione da parte dell'arbitro. Se fosse un numero limitato di persone a fare cori razzisti, bisogna agire su quelle persone, ma senza sospendere la partita".

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di Emanuele De Lucia
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