Cronaca / Giudiziaria

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Il fotografo si è arreso in Portogallo

Corona, oggi udienza in Tribunale a Lisbona

"Temo per la mia vita in carcere"

Corona, oggi udienza in Tribunale a Lisbona
24/01/2013, 10:59

E' prevista per questa mattina l'udienza davanti al Tribunal da relacao de Lisboa sull'arresto di Fabrizio Corona, accompagnato ieri gli uffici della ''Unitad Information y Investigation Criminal de Policia Judicial'' della capitale portoghese.

Il 'bad boy' si arrende. Fabrizio Corona si consegna alla polizia e dopo quattro giorni mette fine alla sua latitanza. Una fuga in auto, da Milano a Lisbona, per mettersi alle spalle una condanna a 5 anni di carcere per la tentata estorsione al calciatore David Trezequet ora lievitati a 7 anni e 10 mesi, dopo la revoca dell'affidamento in prova ai servizi sociali concesso per altre condanne definitive e decaduto dopo la fuga. E il numero degli anni di carcere e' destinato ancora ad aumentare per l'ex fotografo dei vip. Spericolato, l'aria da strafottente, il sorriso da rubacuori, Corona tenta ancora di nascondere le lacrime e la paura.

"Non sono fuggito, me ne sono andato dall'Italia perche' turbato da una sentenza ingiusta e perche' temo per la mia vita nelle carceri italiane", dice tramite il suo legale Nadia Alecci. "Mi sono costituito spontaneamente me ne sono andato dall'Italia perche' turbato da una ingiustissima sentenza e ho preferito raggiungere Lisbona e venire a costituirmi qua", racconta.

Una fuga, per oltre 2.100 chilometri, finita alle 10.30 nella stazione ferroviaria Monte Abraham Queluz dove ad attenderlo c'erano gli agenti della Squadra Mobile di Milano. Con se' non aveva ne' documenti ne' soldi, indossava un paio di jeans, felpa grigia con cappuccio, una sciarpa in lana marrone e un paio di occhiali neri. Aveva una borsa da palestra con all'interno tuta e le scarpe da tennis con cui era scappato. Il tempo di una telefonata per annunciare via web che era pronto a costituirsi, poi la resa. E a chi ha raccontato di averlo visto in lacrime, Corona minaccia querele. 

Intanto proseguono anche gli accertamenti sul territorio italiano per individuare complicita' nella sua fuga. "Al momento si sta procedendo alla verifica delle posizioni di eventuali complici nella fuga del latitante", fanno sapere gli investigatori. Secondo indiscrezioni si sta valutando la posizione di 5-6 persone (tra loro ci sarebbero anche amici portoghesi) che lo avrebbero aiutato. Nei confronti potrebbe scattare l'accusa di "procurata inosservanza di pena". Al momento, pero', in Procura non e' stato aperto nessun fascicolo sulla sua fuga. 

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di Veronica Riefolo
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