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Monti: "Combatterla è una priorità del Governo"

Corruzione, Italia 69esima con Ghana e Macedonia


Corruzione, Italia 69esima con Ghana e Macedonia
22/10/2012, 16:17

Sessantanovesimo posto, a pari "demerito" con Ghana e Macedonia. E' la posizione occupata dall'Italia - con "un aggravamento progressivo" negli ultimi anni - nella classifica della corruzione percepita stilata da "Transparency International". E' uno dei dati contenuti nel Rapporto sulla corruzione realizzato dalla Commissione sulla prevenzione del fenomeno corruttivo presieduta dal consigliere Roberto Garofoli. Il "Corruption Perception Index" (CPI) del nostro Paese "si e' attestato a 3.9 contro il 6.9 della media Ocse, su una scala da 1 a 10, dove 10 individua l'assenza di corruzione".

Cresce, dunque, in Italia la corruzione, mentre calano denunce e condanne. Le persone denunciate sono passate nello stesso periodo da 1.821 a 1.226 (-595 persone). I condannati da 341 a 295 (-46). Le condanne per reati di corruzione sono passate da un massimo di 1.700 nel 1996 ad appena 239 del 2006.

C'è da dire che al calo di denunce e condanne si accompagna quello dei delitti di corruzione e concussione. Che sono diminuiti da 311 nel 2009 a 223 nel 2010.

E' la sanita' il settore "maggiormente esposto al rischio di corruzione per ragioni di ordine finanziario", sottolinea il Rapporto sulla Corruzione. Uno dei motivi, stando alla Commissione sulla prevenzione del fenomeno corruttivo istituita dal governo, e' "l'ingente spesa pubblica, accresciuta negli ultimi due decenni, con l'aumento significativo della spesa regionale rispetto a quella dello Stato e degli enti locali". "Grandi quantita' di denaro - si legge ancora nel documento - sono gestite con l'assunzione di decisioni amministrative, che si rinnovano frequentemente, percio' esposte ai tentativi di condizionamento illecito, che possono assumere varie forme: spese inutili, contratti conclusi senza gara, gare svolte in modo illegale, assunzioni e inquadramenti illegittimi, falsita' e irregolarita' nella prescrizione di farmaci e simili, inadempimenti e irregolarita' nell'esecuzione dei lavori e nella fornitura di beni". Tra i rimedi suggeriti dalla Commissione "un maggior rigore nella individuazione dei requisiti per la nomina dei direttori generali, con adeguata motivazione ed elaborazione di un albo o di un elenco, tenuto dal ministero della sanita' o da altra autorita' nazionale, che restringerebbe la scelta delle autorita' regionali tra i soggetti i cui requisiti siano stai preventivamente accertati".

Sul tema è intervenuto il presidente del Consiglio, Mario Monti. "Il diffondersi delle pratiche corruttive mina la fiducia dei mercati e delle imprese, scoraggia gli investimenti dall`estero, determina quindi, tra i suoi molteplici effetti, una perdita di competitività del Paese. E' per queste ragioni che la lotta alla corruzione è stata assunta come una priorità del Governo". 

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di Veronica Riefolo
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