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Cancellata una legge liberi-tutti del governo

Corte Costituzionale: "Misure alternative per gli stupratori"


Corte Costituzionale: 'Misure alternative per gli stupratori'
22/07/2010, 09:07

ROMA - E' una sentenza che ha sollevato una brusca reazione nel governo, ma era una soluzione ovvia: la Corte Costituzionale ha dichiarato contrario alla Carta la norma - introdotta all'inizio del 2009 con un decreto legge da questo governo - che vieta ai giudici di concedere misure cautelari alternative alla detenzione, laddove l'imputato è accusato di violenza sessuale. La reazione verbale più violenta è stata quella del Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna: "Non esiste e non possiamo accettare una 'classifica della brutalità': per noi, cioè per coloro che hanno scritto ed approvato questa legge, chi violenta una donna o, peggio, un bambino deve filare dritto in carcere, senza scusanti, da subito".
Peccato che anche in questa fase la Carfagna dimostra la propria ignoranza della legge. Infatti, il Codice Penale fissa dei paletti molto precisi perchè si possa mettere in carcere una persona che ancora non è stata processata. Se si cancellano le misure graduali, non per questo vanno tutti in galera. Per intenderci: se secondo un giudice il signor Tizio merita la misura cautelare degli arresti domiciliari, con questa norma attiva, se il signor Tizio è accusato di violenza carnale non avrà gli arresti domiciliari. Se ne andrà semplicemente libero per la sua strada, a tentare di violentare qualche altra persona. Di conseguenza, bene ha fatto la Consulta a ripristinare la gradualità della sanzione.

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di Antonio Rispoli
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